RASSEGNA STAMPA

18 FEBBRAIO 2004
editoriale
[Un'équipe francese sarebbe pronta a tentare l'eccezionale intervento entro pochi mesi
E si riparla di trapianto di faccia

PRELEVARE la faccia di un cadavere per trapiantarla su un paziente gravemente sfigurato. Non si tratta di fantascienza, ma di un'operazione ritenuta oggi dagli esperti «tecnicamente possibile»: è pronto a tentarla, nel giro di pochi mesi, il chirurgo francese Laurent Lantieri, dell'ospedale Henri Mondor di Creteil (Val De Marne). Si tratterebbe – così si leggeva ieri sul quotidiano francese “Le Figaro” – del primo trapianto del genere al mondo. Lantieri non è il solo chirurgo in corsa per effettuare il primo trapianto di faccia: si stanno preparando a questo traguardo, infatti, anche l'inglese Peter Butler e l'americano John Barker. L'équipe del chirurgo francese, però, si sta esercitando da mesi in vista dell'operazione annunciata ormai come prossima: gli esercizi preparatori, presso l'ospedale Henri Mondor, consistono nel prelevamento totale o parziale di faccia da un cadavere (pelle, muscoli, nervi, ossa) e nel successivo trapianto su un altro cadavere. Laurent Lantieri ha assicurato di essere ormai pronto a tentare l'operazione. D'altro canto i recenti progressi della microchirurgia e dell'immunologia – resi evidenti dai primi trapianti di mano, di mandibola e di lingua – spingono molti specialisti a sostenere che la medicina è ormai pronta per tentare il primo trapianto di faccia. «Si tratterebbe – ha spiegato Lantieri – di trapiantare la faccia di un donatore morto su un soggetto per il quale l'autotrapianto non porterebbe miglioramenti effettivi, tenendo conto che la sutura delle arterie e dei nervi facciali è ormai un traguardo possibile». Tuttavia, sono molti i problemi aperti: dal rischio di rigetto alle questioni morali che una simile operazione comporta. Per questa ragione in Francia è stato richiesto un parere del Comitato nazionale di bioetica. Parere che dovrebbe essere formalmente espresso il prossimo 2 marzo. Commenta il presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino, che mette in guardia dal rischio che dietro tali annunci possano celarsi interessi economici e di vario tipo: prima di effettuare un intervento quale il trapianto di faccia, con tutti i gravi problemi etici che ciò pone, «bisognerebbe avere la certezza assoluta che la chirurgia ricostruttiva sia al riguardo totalmente impotente, una certezza che al momento non c'è»..
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