![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 FEBBRAIO 2004 |
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Cure e terapie, magari
invasive, dolorose, che a volte servono solo per mantenere in vita esseri umani
ormai automi: il diritto di scelta dell’ammalato diventa inalienabile. Anzi,
presto potrebbe diventare una legge dello Stato. Il documento sul Testamento
biologico, messo a punto e approvato dal Comitato nazionale di bioetica (Cnb)
lo scorso dicembre e che ieri è stato presentato alla Camera, è stato infatti
accolto dal presidente Pier Ferdinando Casini che lo ha trasmesso alla
commissione Affari Sociali. «Di fatto, potrebbe trattarsi di un ulteriore passo
verso una possibile legislazione in materia», ha detto il presidente del Cnb,
Francesco D’Agostino. Il documento contiene un preciso suggerimento al
legislatore: dare un fondamento giuridico alle dichiarazioni anticipate di
trattamento da parte del paziente. Il Comitato, ha affermato D’Agostino,
«ribadisce il valore etico dell’autonomia del paziente; nel documento, infatti,
si riconosce la libertà anticipata del soggetto di dire no alle cure».
Riferendosi quindi al recente caso della donna milanese che ha rifiutato
l’amputazione del piede mettendo a rischio la propria vita, il presidente del
Cnb ha sottolineato come, in questo frangente, la volontà del paziente sia
stata espressa direttamente e in maniera contestuale, anche dinanzi a un
notaio, circostanza che può non verificarsi in caso di incidente o di grave
malattia: «Nel cosiddetto Testamento biologico - ha spiegato - si fa invece
riferimento a un eventuale futuro stato di incapacità di intendere e volere».
Da qui il senso di anticipare le proprie volontà, anche se, ha precisato
D’Agostino, tali dichiarazioni «non sono vincolanti per il medico». Ma la
filosofia del documento prevede «che il paziente va sempre rispettato nella sua
autonoma decisione: se questa è contestuale - ha aggiunto D’Agostino - allora
diventa vincolante per il medico; se invece la dichiarazione è anticipata, come
appunto nel caso del Testamento biologico, non è vincolante ma il medico deve
comunque tenerne conto».
Nel testo approvato dal Cnb si registra, inoltre, un’apertura anche verso
l’inclusione nel Testamento biologico di quei casi ritenuti estremi: i
trattamenti di idratazione e alimentazione artificiali potrebbero cioè
rientrare tra le indicazioni dei pazienti. Il documento, ha inoltre
sottolineato Demetrio Neri, ordinario di Bioetica all’università di Messina e
componente del Cnb, «suggerisce quindi al legislatore di dare fondamento giuridico
alle dichiarazioni anticipate di trattamento: «Questo è un punto di
fondamentale importanza poichè implicherebbe l’obbligo da parte del medico di
prendere in considerazione le volontà dei pazienti e di motivare per iscritto
la propria decisione nella cartella clinica». Adriano Bompiani, presidente
emerito del Comitato nazionale Bioetica, ha sottolineato la necessità di
«tradurre in un’unica legge nazionale le indicazioni etiche per una buona
professione medica».