![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 3 DICEMBRE 2003 |
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Vittorio Somenzi filosofo al servizio della scienza Con Vittorio Somenzi (mancato la sera del
primo dicembre all'età di 85 anni) la cultura italiana perde una delle sue
figure più rilevanti e innovative nel campo della filosofia e
dell'epistemologia. Certo, si tratta di una figura conosciuta da pochi, anche
perché era Somenzi stesso - con il suo understatement - a sottrarsi a ogni
forma di protagonismo e ad anteporre a tutto una funzione maieutica che ha
plasmato molti dei migliori storici e filosofi delle scienze informatiche e
biologiche oggi in attività nel nostro Paese. Introducendo una prospettiva
naturalistico-materialistica della conoscenza inedita in un panorama dominato
dall'idealismo crociano-gentiliano e dalle scuole
fenomenologico-esistenzialistiche, Somenzi pubblicava negli anni Sessanta per
Boringhieri due antologie-spartiacque: con La filosofia degli automi (1962)
faceva conoscere i protagonisti della cibernetica (da Von Neumann a Wiener,
da Turing a Shannon) e analizzava il concetto di «informazione» con un rigore
oggi più che mai utile come antidoto all'impiego dissennato del termine in
varie discipline; mentre con La fisica della mente (1969) introduceva il
discorso sulle basi neurofisiologiche della psicologia e del pensiero, in una
direzione che lo avrebbe portato a diffondere per primo teorie
neurobiologiche complesse e rivoluzionarie come quelle di Edelman e Changeux.
Teorie peraltro coerenti con l'epistemologia evoluzionistica di Campbell,
Popper e Lorenz, altra costellazione filosofica di cui proprio lui, ancora
una volta, ha reso possibile la circolazione. |
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