![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 NOVEMBRE 2003 |
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Gli studiosi di tutto il mondo e i
ministri Sirchia, Alemanno e Matteoli riuniti dal Pontificio Consiglio per la
Giustizia e la Pace per definire luci e ombre delle biotecnologie: una materia
in rapida evoluzione, dalle complesse implicazioni morali, culturali e
politiche
L'Incognita "Ogm" Gli scienziati
in Vaticano
Un seminario per una valutazione etica
degli organismi geneticamente modificati. Il cardinale Martino: "Posta in
gioco alta per i contenziosi commerciali"
Raven (Pontificia Accademia delle
Scienze): "Tendenza positiva a evidenziarne i benefici". Sala
(Università di Milano): "Giusto sottolineare i rischi ma anche i
pregi"
Raccogliere
quanti più dati possibili, così da aiutare quel "discernimento etico e
pastorale" che è "giorno dopo giorno sempre più necessario e
indilazionabile". Una ricognizione dunque ad ampio spettro, perché quando
si parla di organismi geneticamente modificati "la posta in gioco è alta e
delicata", entrano in ballo "pressioni diversificate e, in qualche
modo, incompatibili, a cui anche la Santa Sede è sottoposta".
Nelle
parole introduttive del cardinale Renato Martino, presidente del pontificio
Consiglio per la Giustizia e la Pace, sono state riassunte in questo modo ieri
mattina le ragioni del seminario di studio su Ogm: minaccia o speranza?,
organizzato dal dicastero vaticano. Due giorni densi di lavoro, al quale sono
stati invitati scienziati di tutto il mondo, nonché i ministri italiani Gianni
Alemanno (Politiche agricole), Altero Matteoli (Ambiente) e Girolamo Sirchia
(Salute) "in ragione del fatto - ha spiegato Martino - che l'Italia
detiene in questo semestre del 2003 la presidenza del Consiglio dell'Unione Europea".
"Siamo
consapevoli - ha osservato Martino nel rivolgere il benvenuto ai partecipanti -
che la posta in gioco è alta e delicata, per le polarizzazioni che dividono l'
opinione pubblica, per i contenziosi commerciali che esistono a livello
internazionale, per la difficoltà a definire a livello scientifico una materia
che è oggetto di una ricerca e rapida evoluzione, per le complesse implicazioni
etico-culturali ed etico-politiche". Per la Chiesa si tratta dunque
"di dare seguito a una esigenza profonda ed essenziale" della sua
missione "religiosa e morale", che è di "illuminare con la luce
del Vangelo quanto riguarda la promozione dell'uomo e l'affermazione della sua
dignità".
D'altra
parte, ha sottolineato ancora il porporato nell'evidenziare la prospettiva in
cui si muove la Santa Sede, se secondo la Bibbia l'uomo deve "dominare il
creato", questo dev'essere "un dominio non dispotico e
dissennato", ma al contrario deve "coltivare e custod ire i beni
creati da Dio e cioè intervenire, decidere, fare, non lasciare che le piante
crescano a caso, potenziare e perfezionare, affinché vengano frutti migliori e
più abbondanti, ordinare, pulire, eliminare ciò che distrugge e rovina".
Non a
caso, ha sottolineato Peter Raven, membro della pontificia Accademia delle
Scienze al termine della prima sessione del seminario, c'è oggi "un forte
appello da parte del mondo scientifico per una chiara presa di posizione del
Vaticano sugli ogm". E, pure se "è ancora difficile dire che ci sia
un accordo", c'è a suo avviso "una tendenza positiva del Vaticano ad
evidenziare i benefici delle tecnologie transgeniche". La
"speranza", ha detto a sua volta Francesco Sala dell'Università di
Milano, è che il Vaticano "prenda una posizione razionale sugli ogm senza
esasperare paure viscerali, irrazionali". In questo senso "mi sembra
- ha aggiunto - che il Vaticano sia sulla buona strada".
Sala ha
inoltre fatto presente che entro il 2010 la Cina diventerà il primo produttore
mondiale di prodotti geneticamente modificati, e a seguire ci saranno India,
Pakistan e altri paesi asiatici, mentre l'Italia rischia di perdere anche
questo treno. "Noi - ha ricordato - abbiamo fermi prodotti come il
pomodoro San Marzano, il riso carnaroli, l'ulivo, che sono stati ingegnerizzati
per difendersi dai virus che infettano le rispettive piante". Di qui
l'invito a "giudicare gli ogm caso per caso e decidere per ciascun
prodotto se metterlo o meno in commercio". L'auspicio, dunque, è per una
sorta di "sdoganamento culturale" di tali prodotti, senza fare confusione
tra dibattito su cellule staminali e dibattito su ogm: "Mi auguro - ha
concluso Sala - che la classe politica si svegli. Il Vaticano può aiutare molto
in questa direzione dato che ha una notevole credibilità sia tra i credenti che
tra i non credenti".
Per il
momento, però, "siamo ancora agli inizi. Oggi - ha detto monsignor Angelo
Amato, segretario della Congregazione per la Dottrina della fede - è stato un
momento di incontro in cui si sono confrontate varie posizioni con grande
libertà di espressione, ma bisogna valutare gli effetti degli ogm da tutti i
punti di vista, dall'individuo all'ambiente".