![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 3 NOVEMBRE 2003 |
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Nicla Vassallo protagonista sabato a
Palazzo Ducale di un incontro affollato
Le filosofie delle scienze
Tardo
pomeriggio di un sabato festivo. Persone vocianti si accalcano all'ingresso,
protestando con gli addetti che negano l'accesso
alla
sala già strapiena. Non è l'inaugurazione di un nuovo locale alla moda, né la
passerella di qualche star del cinema o della televisione.
Ci
troviamo invece nella sontuosa cornice di Palazzo Ducale, dove nella Sala del
Minor Consiglio sta iniziando una tavola rotonda su un tema decisamente ostico
quale l'epistemologia, ovvero quella branca della filosofia che si occupa dei
fondamenti e delle metodologie delle
scienze.
Argomento
tutt'altro che popolare eppure in grado di richiamare, secondo una costante di
questo Festival della Scienza, un pubblico superiore ad ogni aspettativa da parte
degli organizzatori. Filosofie delle scienze è il volume collettaneo,
curato per Einaudi da Nicla Vassallo dell'Università di Genova, al centro
dell'incontro genovese. Coordinati da Michele Di Francesco dell'Università di
Torino, alcuni degli autori dei saggi presenti nel testo hanno dibattuto i
molteplici problemi inerenti il criterio di scientificità, spesso dato per
scontato dall'uomo della strada.
Il
titolo del volume, nel declinare al plurale il termine "scienza", è
già di per sé significativo: tramontato definitivamente un certo ideale
monistico-gerarchizzante di stampo positivista (si pensi a Comte), ad emergere
è piuttosto un quadro pluralistico delle scienze, ciascuna delle quali può a
buon diritto rivendicare i propri specifici metodi, leggi, "entità".
Non più insomma un'unica e costrittiva concezione del procedere scientifico,
bensì un ventaglio di prospettive e modelli non riducibili ad un solo canone
normativo.
Muovendo
i passi dalle riflessioni di autori quali il discusso Feyerabend, fautore
addirittura dell'anarchia epistemologica, e Popper, propugnatore del
falsificazionismo, Nicla Vassallo ha spiegato come la scienza non abbia più
caratteristiche uniformi ("non esiste la scienza ma le scienze"), pur
mantenendo ogni specifico ramo
scientifico una "somiglianza di famiglia", come affermava Wittgestein
nella sua teoria dei giochi. Concetto ripreso e variamente articolato nei
successivi interventi che hanno riguardato la
logica (Pierdaniele Giaretta, Università di Padova), la matematica
(Enrico Moriconi, Università di Pisa), le recenti e interdisciplinari scienze
cognitive (Marcello Frixione, Università di Salerno), la medicina (Gilberto
Corbellini, Università "La Sapienza" di Roma), la psicologia (Alfredo
Civita, Università di Milano).
Una
complessa tematica, oggetto, altresì, di numerose domande da parte del pubblico
presente - quale rapporto tra etica e scienza?; quale discrimine tra medicina
ufficiale e medicine alternative?; la psicanalisi è una scienza? - a
testimonianza dell'interesse suscitato dal dibattito.