RASSEGNA STAMPA

6 OTTOBRE 2003
GUIDO CASERZA
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L'ULTIMO SAGGIO DI NANCY

Mondo in bilico fra creazione e distruzione

 

Il titolo del nuovo saggio del filosofo Jean-Luc Nancy, La creazione del mondo o la mondializzazione (Einaudi, pp. 118, euro 13,00) condensa i temi filosofici del libro e la loro problematizzazione. Il filosofo si pone infatti un quesito drammatico: ciò che definiamo "mondializzazione" può dare nascita a un mondo, oppure al suo contrario? La complessità della domanda, e quindi della risposta, risiede tutta nell'enunciato e nella sua combinatoria, poiché i due termini sono uniti da una congiunzione che può essere disgiuntiva, sostitutiva o congiuntiva.

La diffusione del pensiero di Jean-Luc Nancy in Italia da più di un decennio si lega in qualche modo a Napoli: si deve essenzialmente all'opera di divulgazione che ne ha fatto il filosofo Roberto Esposito e alle opere pubblicate dall'editore Cronopio, come La comunità inoperosa del 1992. Nel più recente volume einaudiano Nancy scrive che "l'Occidente è riuscito a conquistare il mondo, ma nel corso del cammino è scomparso. Malgrado tutto, però, non si può dire che una nuova configurazione del mondo, o una nuova concezione della ragione e dell'universo abbia fatto capolino." Dunque, in termini filosofici e storici, non c'è alcuna figurazione o concezione che possa rappresentare il mondo dall'esterno: con la mondializzazione il mondo coincide con se stesso. Ma il mondo "mondializzato" sembra, nell'ottica di Nancy, avere acquistato solo la capacità di moltiplicare, con tutti i mezzi di cui dispone, l'immondo: "è come se il mondo fosse oggi percorso e scossa da una pulsione di morte che presto non avrà altro da distruggere che il mondo stesso."

Il soccorso può venire da un problema, forse esistenziale prima ancora che filosofico: secondo Nancy dobbiamo chiederci daccapo che cosa il mondo voglia da noi e che cosa noi vogliamo da esso. Nancy ha però ovviamente chiaro che l'uomo contemporaneo non è più l'uomo escatologico di Marx e che la confiurazione complessiva dell'"umanismo" è ormai estinta. Ha chiaro che la globalizzazione liberista e tecnicista da una parte e quella ideologica dall'altra, hanno generato forme di "potenza autistica" fondata su se medesima, intesa come una ragione sempre sufficiente del proprio esercizio, anche distruttivo e autodistruttivo: due figure di questo valore assoluto - per semplificare il ragionamento - sono indicate da Nancy negli Stati Uniti e nel fanatismo islamico che sono anche, non a caso, due figure del monoteismo: da un lato, quel Dio il cui nome è iscritto sul dollaro; dall'altro, quel Dio in nome del quale è stata dichiarata una guerra santa. Entrambi vettori anacronistici di una potenza tesa alla propria autoriproduzione, tanto più pericolosa quanto più viviamo in un mondo che non ha più un senso prefissato, un mondo, dunque, in bilico tra la possibilità di correre verso il proprio annientamento e quella di darsi una nuova e diversa conformazione, un mondo (una mondializzazione) in bilico tra la distruzione e creazione.

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