RASSEGNA STAMPA

28 SETTEMBRE 2003
KENNETH SCHAFFNER
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La «evidence based medicine» può essere un buon metodo di valutazione anche senza tornare all'idea dell'unità della scienza

Medicina, prove di pluralismo

 

 

            Lo sviluppo dell'evidence based medicine (Ebm, medicina basata su prove di efficacia) presenta importanti implicazioni per la filosofia della  scienza.  L'enfasi  dell'Ebm sulla priorità della prova empirica rispetto ai meccanismi fisiopatologici sta avendo due esiti paradossali nella medicina accademica. È noto che la miglior prova empirica è data dai trial clinici controllati (preferibilmente in cieco), i randomized clinical trias (Rct). Ma i Rct sono costosi, spesso difficili da analizzare e non sono stati utilizzati per controllare la maggior parte degli interventi medici. Le due interessanti conseguenze paradossali e pluralistiche di ciò e della tesi dell'inaffidabilità dei meccanismi fisiopatologici sono: a) una crescente presa di coscienza nell'Ebm che ci si deve basare anche su studi "più deboli" (non-Rct); b) la posizione diffusasi in alcune importanti scuole di medicina (per esempio ad Harvard e all'Università della Pennsylvania) che la mancanza di Rct a sostegno della maggioranza degli interventi medici e l'indebolirsi della necessità di fondare la medicina su meccanismi descritti dalle scienze di base, contribuisce a legittimare gli interventi non ortodossi, come per esempio l'agopuntura, la fitoterapia, l'omeopatia eccetera, che mancano di qualsiasi meccanismo accettato nella scienza di base corrente.  

            A partire da questa situazione, si sta sviluppando un dibattito nella medicina che risuona con un insieme di temi della filosofia della scienza riguardanti la «disunità della scienza». Come è noto sono stati Kuhn e Feyerabend a ispirar gli approcci che sostengono la non unitarietà della scienza. L'opera di Kuhn ha proposto l'esistenza di paradigmi diversi, e le critiche di Feyerabend all'unità del metodo scientifico possono essere riassunte nel famoso epigramma «tutto va bene».

            Ora, l'Ebm sembra favorire una unitarietà d'approccio, dato che sostiene la priorità del Rct. Ma l'Ebm è più flessibile di quanto si pensi. Inoltre, se si interpreta adeguatamente questa flessibilità, l'Ebm può essere utile per replicare ad analoghe critiche da parte dei sostenitori della disunità della scienza, e può suggerire quali argomenti circa la disunità sono parzialmente corretti e quali eccessivi.

            Se prendiamo proprio il caso dalla medicina complementare o alternativa (Cam) e del conflitto comunemente descritto in termini di paradigmi kuhniani tra Cam e Com (medicina ortodossa convenzionale), possiamo mostrare che il problema di entrambe le medicine è quello di rispondere alla domanda: «Quale intervento è efficace?». Si può altresì dimostrare che medici e pazienti che per esempio seguono la medicina tradizionale cinese si muovono all'interno di un paradigma completamente diverso per quanto riguarda sia la diagnosi sia il trattamento delle malattia, e del tutto intraducibile  nel  paradigma  della Com. Inoltre, se si va ad analizzare quali significati può assumere il termine prova (evidence)  all'interno  della  stessa Ebm ci si trova in un'ulteriore situazione di pluralismo.

            Orbene, dobbiamo chiederci se a fronte di una tale pluralità di ontologie e metodologie sia possibile trovare un punto d'appoggio archimedeo su cui far leva per districare le complesse nozioni di metodo e prova che sono prominenti nella medicina in generale, inclusa la Cam. Penso che tale prospettiva ci possa essere fornita dal concetto che abbiamo di intervento, e dalla nostra intuizione - che credo ampiamente condivisa - che possiamo approvare anche interventi  scientificamente dubbi, come l'omeopatia, se sono efficaci.

            La mia tesi è che vi sono due significati centrali di causazione implicati nella nozione di "efficacia". Tale tesi è confortata dall'uso comune, che definisce il termine "efficace" come «funzionare od operare nel modo richiesto o desiderato». Un significato articola il senso di «causa efficiente» dell'efficacia. Questo significato può essere meglio analizzato nei termini di una nozione di manipolazione o intervento: si interviene sul mondo e avviene un cambiamento. Per bloccare attribuzioni causali erronee (come le coincidenze), si idealizza la situazione e si assume che ogni altra cosa sia costante, tranne l'intervento. Poiché non tutti gli interventi (o circostanze di controllo) sono fisicamente possibili, è consuetudine parlare di un intervento in un modo "controfattuale" o "ipotetico". Queste considerazioni controfattuali spesso richiedono speculazioni analogiche e tipi indiretti di controlli empirici. Penso che questo significato della causazione come manipolazione sia quello che i Rct tentano di rilevare, e quello che esperimenti ben controllati in laboratorio provano a predire.

            Direi che anche in mondi molto diversi è questo senso di efficacia che opera. Quando parliamo di mondi differenti - come Kuhn faceva quando notava che proponenti di paradigmi diversi vivono in mondi diversi - possiamo affinare le nostre intuizioni pensando a universi specifici come per esempio quello della medicina tradizionale cinese.

 

            Anche se non riusciamo a trovare una corrispondenza empirica o un qualsiasi correlato per gli squilibri energetici o del Qi lungo i vari sistemi, un modo meno diretto di valutazione è possibile.  Si tratta di raccogliere casi simili di malattia, e confrontare i rimedi usati, per esempio fitoterapia con agopuntura con placebo e con finta agopuntura, usando Rct.

            La prova ottenuta da Rct è la migliore prova anche per le procedure della Cam, in quanto identifica meglio gli effetti causali. I Rct sono il metodo migliore per identificare effetti specifici dove agenti specifici ed effetti specifici possono essere sbrogliati da fattori confondenti controfattualizzando le circostanze di un intervento. Ma la Cam deve anche guardare oltre i Rct per cercare altre prove di «quello che è efficace», in quanto i Rct hanno delle limitazioni. Possono essere irrealizzabili o inappropriati per diverse ragioni.

            Quello che voglio dire è che esiste una base comune per la valutazione di interventi medici alternativi e ortodossi, e che questa base comune coincide ragionevolmente bene con l'Ebm, se viene interpretata flessibilmente. Quello che va aggiunto al quadro tradizionale dell'Ebm è: a) un'attenzione per la causazione e per obiettivi sanitari semplici nella valutazione degli interventi terapeutici; b) riconoscere che abbiamo bisogno di essere in grado di descrivere un problema sanitario, un intervento e un successivo stato del problema in quanto risolto nel linguaggio neutrale di un paradigma Ehm o Cam/Com; c) un'idea manipolatoria della causazione e un approccio "obbiettivo" alla malattia, che siano dei validi punti di partenza per negoziazioni tra paradigmi e per stabilire collegamenti. Con queste aggiunte all'Ebm, penso che Cam, Com ed Ebm possano imparare l'una dall'altra.

            All'interno di discipline diverse vengono utilizzati metodi chiaramente distinti. Si possono fare alcuni semplici esempi presi dalla ricerca di laboratorio. 1) Nella genetica molecolare si utilizzano come metodi la clonazione del Dan e il sequenziamento dei geni mutati, collegandoli ai presunti effetti sull'organismo. 2) In microbiologia, le tecniche delle colture pure servono per isolare e controllare, attraverso i postulati di Koch, la causa presunta della malattia. 3) Nella neuroscienza si impiegano esperimenti di stimolazione dei nervi per controllare il rilascio di un neurotrasmettitore a livello di una sinapsi. Questi tre metodi (o tipi di metodi) sono abbastanza differenti nel dettaglio per quanto riguarda tecniche, preparazioni e strumenti. Ma tutti cercano di determinare gli effetti di una manipolazione che si ipotizza possa essere la causa dell'effetto, e tutti usano metodi di rilevamento simili, quelli che Mill chiamò metodi della «differenza» (controlli) e della «variazione concomitante» (risposta alla dose, tabelle di dati quantitativi, grafici).

            Così, la tesi della non unitarietà della scienza o del metodo è vera, ma innocua a livello dei dettagli, e falsa a livello più astratto di metodo causale. Possiamo aggiungere ai due livelli di astrazione, il livello del disegno della ricerca, talvolta chiamato livello metodologico. In prima approssimazione, tutti questi metodi diversi cercano nondimeno di identificare gli effetti causali di interventi causali al meglio che possono.

            La conclusione è che c'è unità  della  scienza  nell'aspetto causale ma pluralismo nell'implementazione e nelle dimensioni intenzionali della medicina.  La  tesi  dell'unità  della scienza può essere sostenuta in termini di causalità a un livello astratto, ma ai livelli più specifici si incontra la diversità. Poiché sono d'accordo che l'Ebm rappresenti bene i metodi della medicina, si può concludere che in generale l'Ebm possiede aspetti unitari e pluralisti.

 

 

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