RASSEGNA STAMPA

14 LUGLIO 2003
GIANFRANCO DIOGUARDI
[IL SAGGIO


Denis Diderot, nel suo saggio del 1753 sulla Interpretazione della natura e principi filosofici sulla materia e sul movimento, scriveva: «Paragonando l'infinita quantità dei fenomeni naturali con i limiti del nostro intelletto e la debolezza dei nostri organi, che cosa mai ci si può aspettare... se non alcuni frammenti staccati della grande catena che lega tutte le cose».
Il filosofo francese poneva allora le premesse relative a un fenomeno - quello della complessità - che diverrà dilagante nel nostro tempo. La catena diderottiana fu ricostruita attraverso la ricerca di unitarietà della conoscenza realizzata in particolare con la grande Encyclopédie, strumento straordinario che caratterizzò l'Illuminismo.
Oggi, il tema della complessità nelle sue interdipendenze con il concetto di caos e di non linearità dei fenomeni viene affrontato da Cristoforo Sergio Bertuglia, ordinario di Pianificazione del territorio presso il Politecnico di Torino, e da Franco Vaio, fisico esperto delle alte energie e dei sistemi complessi, in un importante libro (Non linearità, caos, complessità, Bollati Boringhieri, pp. 427, euro 34), che nel titolo porta come spiegazione «Le dinamiche dei sistemi naturali e sociali». Sono molti gli argomenti che gli autori discutono in un testo affascinante pur nella sua complessità, considerati i difficili temi analizzati.
Il filo conduttore del saggio si sviluppa sulla considerazione di essere immersi in un mondo sempre più complesso, nel quale gli eventi spesso evolvono in maniera che appare del tutto caotica. Sono situazioni che sempre più stanno caratterizzando gli scenari sociali e politici, ma anche i fatti economici e finanziari nel cui ambito si fa uso di modelli in larga misura già studiati dalle scienze fisiche e biologiche. Così i processi caratteristici dei «sistemi» in grado di interpretare la realtà tendono a essere trasformati in modelli matematici che ne possano spiegare l'evoluzione fino a interpretarne gli stati futuri.
Fu l'inglese William Petty (1623-1687) ad aprire il fronte delle scienze naturali verso il mondo del sociale, in particolare con la sua Aritmetica Politica del 1676, dove per primo concepì l'analisi economica in termini di numero, peso e misura. Sarà poi il Settecento illuministico a fare evolvere l'uso di metodi matematici per affrontare «problemi di demografia, economia politica, assicurazioni, diritto e altro ancora». In proposito si ricorda in particolare Jean-Antoine de Caritat de Condorcet, «convinto sostenitore dell'idea che le scienze sociali potessero essere trattate matematicamente». Cosa che discusse ampiamente nel suo Essai sur l'application de l'analyse del 1785.
Si passò così da analisi «lineari» costruite mediante equazioni differenziali semplici connesse essenzialmente a problemi della meccanica fisica, a logiche sempre più complesse, legate invece alla non linearità, in particolare proprio per poter estendere la loro applicazione anche ai fenomeni sociali. Un importante contributo in questo senso è fornito, per esempio, dal così detto modello di Volterra-Lotka, utile fra l'altro anche in ecologia e nell'ambito delle scienze urbane e regionali. Modelli e metodi più sofisticati affrontano quindi il tema del caos e delle sue dinamiche, introducendo poi l'argomento della complessità nelle sue diverse manifestazioni strutturali.
Intervengono allora nuovi concetti quali l'auto-organizzazione periferica in grado di fornire spiegazioni sull'evoluzione quando essa si sviluppi proprio nell'ambito di una complessità che è espressione del quotidiano, del sociale, degli eventi dell'economia e della finanza da interpretare con l'uso di matematiche «rifondate nei loro principi fondamentali».
Il saggio di Bertuglia e Vaio si propone anche come evento letterario grazie a una esemplare chiarezza di linguaggio, e non a caso porta in epigrafe di ogni capitolo stralci di grande letteratura - da Umberto Eco a Antoine de Saint-Exupéry - che concretamente esprimono l'intento degli autori di unificare la dicotomia fra le due culture - quella umanistica e quella scientifica - in una sintesi esemplare grazie alla quale rivisitare la storia dell'affascinante avventura intellettuale sui metodi e sui modelli matematici, partendo dalle situazioni più semplici e procedendo verso interpretazioni sempre più complesse.
Così, anche un normale lettore può prendere dimestichezza con Non linearità, Caos, complessità verificando, di questi modelli, la nascita e l'evoluzione dai sistemi naturali ai sistemi sociali.

 

 

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