[«MESSINA, SEMINARIO DI
STUDI ALL'ISTITUTO SAN TOMMASO
“Magistero
della Chiesa, etica e bioetica”
MESSINA – Le dimensioni dialogiche e pluralistiche nel campo dell'etica e della
bioetica, spesso hanno un confronto animato con la posizione del Magistero
della Chiesa, i cui documenti nel campo della bioetica, se da una parte
orientano la comunità civile in temi che possono trasformare l'identità
biologica dell'uomo, i valori della salute e della famiglia, dall'altra
suscitano reazioni animate non solo da parte dei laici, ma degli stessi teologi
all'interno della Chiesa. Molti contestano quanto la Chiesa insegna in materia
di contraccezione o di pianificazione delle nascite, di aborto, di procreazione
assistita e di altre tematiche correlate al tema della sessualità. Su questa
area di discussione è stato organizzato dalla Scuola Superiore di Bioetica e
Sessuologia di Messina, un Seminario di studi che si è tenuto presso l'Istituto
Teologico “S. Tommaso” e che è stato moderato dal direttore della medesima
Scuola, il prof. don Giovanni Russo. Si è trattato, infatti, come indicava il
sottotitolo del convegno, di individuare nuovi “metodi e dinamiche del
confronto oggi” tra insegnamento ufficiale della Chiesa e ruoli e ipotesi di
studio proposti da bioeticisti e teologi. Sono intervenuti con relazioni: la
professoressa Maria Luisa Di Pietro, Associato di Bioetica della Facoltà di
Medicina e Chirurgia “A. Gemelli” di Roma e componente del Comitato Nazionale
per la Bioetica; il prof. Ferdinando Aronica, dell'Istituto Teologico “S.
Tommaso” di Messina; e i professori Giuseppe Lonìa e Raimondo Frattallone, del
medesimo istituto. Particolare risonanza ha avuto la relazione della prof. Di
Pietro, che attraverso un excursus su tutto l'insegnamento del Magistero sulla
vita nascente, ha evidenziato la continuità della dottrina della Chiesa in
materia di Bioetica: dalle problematiche della procreazione responsabile, alla
contraccezione, alla diagnosi prenatale, alla procreazione assistita e alla
clonazione. Così anche il prof. Aronica, che, partendo dalla problematica
relazione tra Magistero e teologi nella crisi modernista, ha evidenziato la
necessità di non trascurare le metodiche e le forme di dialogo, perché il
linguaggio dei documenti può avere conseguenze sociali e politiche non
indifferenti. Negli ultimi due interventi, il prof. Lonìa ha esposto le
principali dimensioni ecclesiologiche del rapporto tra magistero e scienziati,
mentre il prof. Frattallone si è soffermato sui vari aspetti dell'insegnamento
morale della Chiesa, non solo quelli che si riferiscono alla bioetica, ma in
particolare le problematiche dell'etica dei principi morali e dell'etica
sociale. E' certo che questa iniziativa potrà stimolare un dialogo più
produttivo e più attento alle sollecitudini di una società sempre più
interculturale e in continua trasformazione, sia scientifica e culturale.
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