![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 15 MAGGIO 2003 |
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Violenza e
individualismo
i 'buchi
neri' della politica
Sotto un
certo profilo viviamo un'epoca paradossale. Un'epoca in cui una determinata
koiné ideologica sembra in via di affermarsi in una crescente parte del mondo;
ma, insieme, manifesta un contenuto fragile, eterogeneo, sempre meno vissuto in
modo fisiologico. Questa koiné è, genericamente parlando, il liberalismo. Di
qui l'importanza di ripensare, sia storicamente che teoricamente, tale '-ismo'.
Se ne è occupato, tra gli altri, Roberto Farneti in un recente libro che
solleva problemi cruciali ( Il canone moderno. Filosofia politica e genealogia,
Bollati Boringhieri). L'impresa in cui si impegna parrebbe l'analisi di questa
struttura dell'essere/agire propria dell'"homo occidentalis". In
realtà l'interesse più profondo di Farneti risulta concentrato su altro: su
problemi di definizioni concettuali, di metodi di indagine, di individuazioni
di costanti e di metafore operanti nel nostro mondo.
Di qui la
centralità, nel saggio, della nozione di canone. Figura familiare più nella
cultura anglo-americana che nell'italiana, il canone è "un sistema di
organizzazione dei saperi la cui classificazione filosofica sfugge a concetti
tradizionali quali la libertà di parola e di espressione, la tolleranza, il
dialogo tra culture". Ed è, più da vicino, "una soglia di
identificazione oltre la quale una comunità non può scendere, a meno di cessare
di riconoscere se stessa come comunità". Il canone, ancora, si propone di
improntare di sé tutti gli aspetti della vita di un'organizzazione
socio-politica. Utilizza a tal fine tutta una serie di meccanismi e strategie:
la memoria, la gerarchizzazione (e il gioco di inclusione/esclusione) di
determinati testi e valori, il controllo dei principali termini di riferimento
secondo criteri selettivi che l'autore esamina con maestria.
Il liberalismo non sfugge al destino di tutti i canoni: in certe congiunture è forte, in altre è più debole. Oggi il paradosso cui si è accennato all'inizio pare aperto, nonostante la vittoria di facciata, ad esiti soprattutto negativi. C'è, in particolare, una drammatica crisi della ragione politica moderna. C'è, anzi, una crisi della canonizzazione moderna della filosofia politica, connessa all'indebolimento dei principi attraverso i quali la Ragione novecentesca ha pensato se stessa. Per Farneti occorre riesaminare le forme e i modi costitutivi del canone politico moderno e cogliere le crepe, i buchi neri, i silenzi di tale canone (rimeditando, per esempio, il senso e il ruolo della violenza nella vita e nella storia). In terzo luogo bisogna ridiscutere alcuni dei referenti classici del canone liberalistico, a cominciare dalla figura dell'individuo ragionevole/responsabile (un autentico mito) e dalla nozione, pur essa contestabile, di contratto sociale.