![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 APRILE 2003 |
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Sulla scienza bisogna «giocare d'anticipo». Per non farsi trovare
impreparati dalle scoperte scientifiche del futuro. È il parere di Ugo Amaldi,
ordinario di fisica medica alla Bicocca di Milano e presidente della fondazione
Tera per gli studi sulla terapia adronica anticancro. Il ricercatore, intervenuto
ieri al V Forum del Progetto culturale, non ha dubbi: «La fede - afferma - non
deve avere paura della scienza».
Il futuro dell'uomo dipenderà, dunque, dalla scienza?
«Già oggi è chiaro che il nostro modo di vivere è basato sulle conoscenze
scientifiche e sulle conseguenti applicazioni tecnologiche. Il futuro non può
che accentuare questa tendenza. Il problema, però, è che l'uomo occidentale sta
perdendo l'interesse per il sapere scientifico. Tutti usiamo il telefonino, ma
pochissimi sanno come funziona. E allora è necessario ricostituire, soprattutto
nei giovani, l'interesse a capire i fenomeni della natura».
Ha una proposta?
«Ricomporre la scissione tra scienza, umanesimo e visione trascendentale
dell'uomo. Se gli scienziati, i cittadini e i credenti torneranno a dialogare
tra loro, ne avrà un beneficio non solo la Chiesa, ma anche la stessa società».
E il ruolo specifico dei credenti?
«Giocare d'anticipo, anche perché le scoperte scientifiche che potrebbero
avvenire in futuro, e che certamente porranno problemi, già si possono
prevedere. Non bisogna ripetere gli errori che portarono al "caso
Galileo" o al "caso Darwin"».
Quali sono le scoperte che potrebbero porre questioni?
«Innanzitutto la relazione tra la visione cristiana della persona e le
neuroscienze. È necessario colloquiare con questi scienziati che già sentono il
bisogno di un confronto con la psicanalisi. Tra 20 o 30 anni, poi, il cervello
umano potrebbe avere delle microprotesi basate sulla nanotecnologia, in grado
di espanderne le capacità di memoria e di calcolo. Qualora una cosa del genere
si verificasse, si porrebbe il problema della natura profonda dell'essere
umano. E a molti potrebbe apparire questa la dimostrazione che l'uomo è solo
materia. Mi chiedo, inoltre, quali ripercussioni avrebbe la scoperta di
eventuali intelligenze extraterrestri».
E allora?
«E allora bisogna andare incontro al futuro con fiducia. Se Dio ha creato
l'universo in modo che fosse comprensibile, tutte le scoperte della scienza
vanno viste come ulteriori messaggi di questa comprensibilità. Fermi restando,
naturalmente, i limiti etici e la necessità di un approccio che sia sempre
interdisciplinare».