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Dallapiccola: non è oscurantismo se in Europa
saremo il solo Paese a non rendere lecito l'uso indebito di embrioni per la
ricerca
Genetica: tentazioni d’onnipotenza
«Una fantasia di onnipotenza si
è impadronita della comunità scientifica»: queste parole dello scrittore
tedesco Hans Magnus Enzensberger sono risuonate ieri più di una volta, al
Forum del progetto culturale, durante l'intervento di Bruno Dallapiccola,
presidente della Società genetica italiana, che ha tenuto la seconda
relazione centrale. Del resto, quella di Enzensberger non è che una tra le
tante voci del mondo degli intellettuali che di recente - basti pensare
all'americano Francis Fukuyama e all'altro tedesco Jurgen Habermas -
hanno messo in guardia dai rischi delle biotecnologie.
Dallapiccola peraltro si è ben guardato dal fare catastrofismi, ma ha
richiamato la necessità di un più equilibrato rapporto fra medico e
paziente e di una meno sensazionalistica comunicazione nell'ambito della
salute: la medicalizzazione della vita non sempre infatti finisce per
aumentarne la qualità. È il caso dei test genetici, che si stanno sempre
più diffondendo fra la popolazione: ogni anno nel nostro Paese ne vengono fatti
400.000. «Mentre addirittura il 40% - ha detto il genetista - non
dovrebbero essere fatti, perché si rivelano inutili e a volte
controproducenti. Se ormai sappiamo bene che un pezzo del nostro destino è
scritto nel nostro patrimonio ereditario, ciascuno di noi dev'essere
cosciente che nessuno ha diritto di metterci le mani. Siano arrivati al
punto di sentir parlare di "genoscopi" e di trovare su Internet
le offerte più strampalate. Dobbiamo davvero stare in guardia e tutelarci
dagli abusi».
Dallapiccola ha anche denunciato che non pochi problemi emergono nella
qualità della diagnosi e ha fornito i dati di una recente ricerca europea
sugli esami di laboratorio, che risultano sbagliati nel 51% dei casi. Un
altro tema affrontato dallo scienziato è stata la brevettabilità delle
scoperte genetiche, alla quale si è detto contrario: «Il gene del tumore al
seno è stato brevettato da un'azienda americana, per cui una donna che
vuole sottoporsi a questo tipo di test deve pagare l'equivalente di 3
milioni di vecchie lire come royalties».
Nella sua disamina Dallapiccola ha anche ricordato il caso delle cellule
staminali: «Quelle prelevate da adulti vengono utilizzate da anni a fini
terapeutici, ad esempio per la ricostruzione dei tessuti, e allo stato
attuale non abbiamo certezze che risultati migliori si ottengano con quelle
embrionali. Non capisco perciò l'accanimento di alcune posizioni». Sulla
vicenda degli embrioni congelati il genetista ha ricordato che fra una
settimana il Comitato nazionale di bioetica dovrà riunirsi per prendere una
decisione, ma si è detto convinto che prevarrà l'orientamento di non
effettuare manipolazioni: «Credo che saremo l'unico Paese europeo a non
rendere lecito l'uso indebito di embrioni per la ricerca. Ma questo
potrebbe non essere affatto, come qualcuno dirà, un segno di oscurantismo».
Anche la questione della fecondazione assistita è infine emersa
nell'intervento di Dallapiccola, che ha lamentato «la scandalosa assenza»
di una legislazione in Italia.
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