![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 7 MARZO 2003 |
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Un utile strumento di lavoro, ed un agile avvio alla comprensione più
complessiva del pensiero di Croce nella sua ispirazione di fondo, quest’ultimo
lavoro di Ernesto Paolozzi dedicato all’Estetica di Benedetto Croce (Guida,
euro 8). Il saggio di Paolozzi, cresciuto alla scuola di Raffaello Franchini e
da anni studioso attento e simpatetico di Croce, non legato alle occasioni
degli anniversari, ricostruisce, nella sua prima parte, le origini e lo
sviluppo dell’estetica crociana, restituendo in modo persuasivo la fondamentale
fedeltà dell’estetica crociana a se stessa.
Pur nelle varie modulazioni cui il filosofo la sottopose lungo tutto l’arco del
suo lavoro, e che Paolozzi puntualmente registra, non nascondendosene e non
nascondendo al lettore alcuni nodi irrisolti, ne emerge con chiarezza quella
che fu la sua ispirazione di fondo: conferire all’arte uno spazio autonomo e
dunque libero all’interno della complessa vicenda umana nella sua tensione ad
intendersi e ad esprimersi, riconoscendo all’arte valore e dignità conoscitiva
e creativa, accanto, ma insieme distinta dalla filosofia, dalla moralità, dall’utilità.
Ne emerge non solo la novità che l’estetica crociana rappresentò per il suo
tempo, ma anche la sua influenza sul lungo periodo e a vasto raggio in ambiti
anche lontani dell’esperienza artistica, perché di questa aveva saputo cogliere
la fondamentale unità psicologica e strutturale. Nella seconda parte del
volume, l’estetica di Croce si fa strumento di discussione dei problemi più
pressanti del dibattito contemporaneo sull’arte.