![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 7 MARZO 2003 |
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L'embrione è sin dall'inizio un essere
umano. Basandosi su questo presupposto, il gruppo di lavoro «Bioetica» della
Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) giudica «inaccettabile da un punto di
vista etico» l'utilizzazione di embrioni sovrannumerari a fini scientifici.
«Per rispetto della dignità umana, è meno grave lasciar morire un embrione in
vitro, non impiantato perché sovrannumerario, che utilizzarlo a fini
scientifici», ha comunicato ieri la CVS al termine della sua 259.ma assemblea
ordinaria tenutasi a Lucerna.
Sedici ore dopo la fecondazione, «l'individualità genetica del nuovo essere è
fissata», L'embrione ha dunque da subito «diritti inalienabili e assoluti»,
quali il rispetto della sua dignità umana. Secondo il gruppo «Bioetica», su
questo punto conoscenza scientifica e visione cristiana convergono.
L'alternativa tra morte dell'embrione sovrannumerario e ricerca scientifica
mostra tuttavia che non vi è soluzione soddisfacente ai problemi posti dalla
fecondazione in vitro, prosegue la CVS.
Le conclusione del gruppo di lavoro sono state trasmesse lunedì ai parlamentari
federali nel quadro dei dibattiti concernenti la legge sulla ricerca riguardante
le cellule staminali embrionali. Secondo il gruppo «Bioetica» l'attuale
formulazione di questa norma è insoddisfacente.
Il progetto di legge sulla ricerca sugli embrioni soprannumerari presentato in
novembre dal Consiglio federale approderà mercoledì al Consiglio degli Stati.
Un migliaio di questi embrioni sono oggi conservati in Svizzera grazie alla
legge del 1998 sulla fecondazione artificiale, che ne prevede la distruzione
entro la fine del 2003 ma non chiarisce limiti e possibilità di un loro impiego
a fini scientifici. Una lacuna che il governo ha deciso in gran fretta di
colmare dopo che l'Università di Ginevra ha di recente avviato col Fondo
Nazionale per la ricerca uno studio su cellule staminali importate. Il progetto
di legge consente la ricerca sugli embrioni soprannumerari vietandone però la
produzione. Gli embrioni dovranno essere donati dalla coppia senza
remunerazione alcuna e non potranno essere lasciati sviluppare oltre il 14°
giorno. Ogni ricerca dovrà sottostare ad approvazione e perseguire scopi
"eticamente sostenibili". La Commissione degli Stati si è mostrata
molto più restrittiva del Consiglio federale, e in febbraio non ha voluto
prolungare di un anno - fino al 2004 - il termine per l'utilizzo degli embrioni
come chiesto dal governo. Il tempo di sviluppo degli embrioni è inoltre stato
ridotto da 14 a 7 giorni, mentre ogni ricerca in corso dovrà restare vietata
fino all'entrata in vigore della futura legge concernente la ricerca
sull'essere umano. Lunedì prossimo, invece, al Nazionale sarà affrontata
un'iniziativa parlamentare della lucernese Rosmarie Dormann (PDC) per
introdurre una moratoria nella ricerca sugli embrioni umani.