![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 MARZO 2003 |
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Quanto scompiglio tra le idee correnti può creare oggi una rivista semestrale
di filosofia? Suggerisce la domanda la lettura del numero zero, preannunciato
ieri dal Mattino, della nuova rivista L'espressione, realizzata dal gruppo di
filosofi napoletani Collettivo 33 e pubblicata da Cronopio (pagg. 172, euro 12,50).
In particolare quando si arriva al saggio del francese Alain Badiou intitolato
La filosofia e l'11 settembre.
Badiou affronta filosoficamente l’attualità andando oltre gli schemi consueti,
senza peli sulla lingua. Bin Laden? «Se come il dio Wotan - scrive Badiou -
parla a lungo e in maniera un po’ confusa di destino e religione, sembra che il
suo problema sia piuttosto di sapere come impadronirsi dell’oro nero e
succedere così al guppo dei Nibelunghi che sono le monarchie petrolifere del
Golfo». E a proposito degli Stati Uniti: «Gli Usa hanno oggi il monopolio della
proiezione aggressiva di forze di distruzione enormi e non esitano affatto a
servirsene». Una denuncia da appello pacifista? Proprio no. Poco più avanti
Badiou esorta: «Speriamo che gli europei e i cinesi traggano dalla circostanza
la lezione che si impone: a chi non veglia accuratamente sulla propria forza
armata, non si riserva che schiavitù».
Il programma de L'espressione, che questa volta ha come tema «Guerre», lo ha
chiarito Maurizio Zanardi, che fa parte del Collettivo 33 e che in questo caso
ne è stato il portavoce: «Invece che una filosofia-guida che vuole spiegare gli
eventi con i propri concetti intendiamo praticare una filosofia che prova ad
esprimere ciò che gli eventi contengono. Vogliamo parlare della storia, del
presente come storia comune, senza essere storicisti e senza fare storia della
filosofia». Zanardi nella rivista firma il saggio «Il collettivo e
l'espressione».
Bruno Moroncini, altro filosofo del Collettivo 33, autore per l'occasione di
uno scritto "bataillano" su «Il dono della guerra», richiama Gilles
Deleuze e l'Anti-Edipo che provò a spiegare con strategie concettuali nuove il
68, evento indigesto tanto per la filosofia accademica quanto per il marxismo tradizionale.
Deleuze è uno degli autori-guida de L'espressione, anche se, com’è chiaro a chi
conosca un po’ l’eterodosso filosofo francese, non è il caso di parlare di
"scuola" deleuziana.
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