RASSEGNA STAMPA

23 FEBBRAIO 2003
editoriale
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Nietzsche il falso innocente

“Una censura occhiuta e attenta” ha cercato di rendere “innocente” Friedrich Nietzsche (1844-1900), operando una rimozione o facendo perdere le tracce delle giovanili tesi molte polemiche nei confronti degli ebrei. Lo sostiene il filosofo Domenico Losurdo, professore di Storia della filosofia dell’Università di Urbino, che analizza in modo impietoso l’edizione critica delle opere del filosofo e scrittore tedesco curata per la casa editrice Adelphi da Giorgio Colli e Mazzino Montinari, pubblicata dal 1964 e attualmente disponibile anche in tedesco, francese, giapponese e inglese. Tale edizione è il caposaldo della Nietzsche-Renaissance, la rinascita di Nietzsche.Losurdo ha da poco dato alle stampe per la casa editrice Bollati Boringhieri (1.167 pagine, 68 euro) un monumentale libro dal titolo Nietzsche, il ribelle aristocratico. Una biografia intellettuale e un bilancio critico di cui ha fatto scalpore soprattutto il capitolo dedicato alla “revisione del revisionismo”: Come si costruisce l’innocenza di Nietzsche. Editori, traduttori e interpreti è la parte che ha suscitato polemiche e fatto scrivere i giornali.Frutto di più di sette anni di lavoro, il libro è già un caso e sarà presentato domani sera alle 21 a Riccione alla presenza dell’autore. L’incontro è organizzato al Centro della Pesa dal Comitato “Busto di Karl Marx” con l’assessorato alla Cultura del Comune. A presentare il filosofo sarà l’assessore Francesco Cavalli. Moderatore Luigi D’Amato, preside del Liceo Volta.“Avrei dovuto fare una storia delle interpretazioni di Nietzsche – ha spiegato Losurdo su Repubblica –. Ma sarebbe stata un’altra cosa. Il mio lavoro parte dal presupposto che finora ci si è misurati poco sul piano della ricostruzione e della contestualizzazione storica di Nietzsche. Su di lui si è fatto spesso un lavoro arbitrario. Si è colto un aspetto ignorando l’intero”.“Delle scelte discutibili dell’edizione Colli-Montinari – ha dichiarato invece il professore a Corrado Ocone sul Mattino di Napoli – parla ampiamente l’Appendice del mio libro. Per fare un esempio clamoroso: il ‘trattamento dei malati’, che nell’originale ha un sinistro significato eugenetico, come dimostra l’insistenza di Nietzsche sulla necessità di far finalmente valere la ‘legge della selezione’ a danno di ‘tutto ciò che deve perire’, diviene nella traduzione italiana un’amorevole ‘cura dei malati’! La sorella Elisabeth è un comodo capro espiatorio per coloro che sono comunque decisi ad immergere il filosofo in un bagno di innocenza”. Come si sa, la sorella venne accusata di aver manipolato gli scritti e l’eredità filosofica di Nietzsche.“Conviene allora ricordare – prosegue Losurdo – la saggia osservazione formulata da Gadamer, nel 1986, a proposito delle pretese avanzate dall’edizione Colli-Montinari o delle illusioni maturate attorno ad essa: ‘è ingenuo credere che oggi, con a disposizione il vero Nietzsche, siamo definitivamente affrancati dalle preoccupazioni che hanno tormentato gli interpreti precedenti’”.Domenico Losurdo (Sannicandro di Bari, 1941) ha studiato a Tübingen e ad Urbino, dove si è laureato in Filosofia con Pasquale Salvucci, con una tesi su Karl Rosenkranz. È professore ordinario di Filosofia della storia nell’Università di Urbino e presidente della Internationale Gesellschaft für dialektische Philosophie- Societas Hegeliana. Tra le sue opere La catastrofe della Germania e l’immagine di Hegel, Milano, 1987; Hegel e la libertà dei moderni, Roma, 1992; La Seconda Repubblica. Liberismo, federalismo, postfascismo, Bollati Boringhieri, Torino, 1994. Uno dei principali campi di ricerca di Losurdo è costituito dalla ricostruzione della storia politica della filosofia classica tedesca da Kant a Marx, e del dibattito che su di essa si sviluppa in Germania nella seconda metà dell’Ottocento e nel Novecento.


 

 

 

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