![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 FEBBRAIO 2003 |
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Ecco il robot che reagisce alle emozioni
La distinzione tra l'uomo e la macchina si riduce
drasticamente. Ora c'è un robot, «nato» all'Università Vanderbilt di Nashville,
nel Tennessee, che si è dimostrato capace di reagire alle emozioni manifestate
dall'uomo. Cioè capisce, ad esempio, se siamo annoiati, felici o in preda
all'ira.
Sono numerosi gli atteggiamenti del corpo e le
espressioni del viso che manifestano i nostri stati d'animo e di conseguenza
sono diversi i messaggi che trasmettiamo nelle varie condizioni. «Così abbiamo
studiato le espressioni, codificandole e facendole interpretare, attraverso i
sensori, dai programmi che gestiscono il robot» dice Nilanjan Sarkar, il
"padre" del nuovo nato nel mondo della robotica.
Per focalizzarsi meglio sugli aspetti psicologici Sarkar
si è fatto aiutare da Craig Smith, docente di psicologia nella stessa
università. La strada non è stata facile per ottenere un risultato accettabile.
I due specialisti hanno monitorato per mesi un folto gruppo di studenti
volontari registrando le mille reazioni dei soggetti. Tra queste anche
l'aumento del battito cardiaco, la variazione di aspetti biologici, i movimenti
dei muscoli facciali oppure l'aumento del sudore sulle mani.
Per catturare poi gli elementi maggiormente
associati allo stress e all'ansietà alcuni volontari sono stati costretti a
giocare con dei video games. Alla fine tutti i dati ricavati dall'indagine sono
stati tradotti in algoritmi utilizzabili dal computer.
Infine il robot (per il momento senza nome) era
pronto a dimostrare le sue capacità. E la prova consisteva nel vedere se egli
si avvicinava al ricercatore se questo esprimeva tristezza. L'esame è stato
superato. Ed ora l'Università di Vanderbilt ha stilato un contratto con la Nasa
per far crescere il suo umanoide in modo da renderlo più bravo e più sensibile
al fine di poterlo impiegare sulla stazione spaziale in orbita attorno alla
Terra per aiutare e star vicino agli astronauti.