RASSEGNA STAMPA

29 GENNAIO 2003
editoriale
[Reale: "Platone ci insegna a guardarci dentro"

 Il convegno internazionale "Plato Ethicus", che inizia oggi a Palazzo Farnese vedrà riunirsi a Piacenza alcuni fra i maggiori studiosi contemporanei di Platone. A rendere ancor più stimolante questo evento, di per sé eccezionale per la vita culturale della nostra città, è lo specifico interesse del tema: l'etica, un lato del pensiero del sommo filosofo greco tradizionalmente meno studiato rispetto alle grandi teorie metafisiche, religiose, politiche dell'Ateniese. Di questo abbiamo parlato col più eminente studioso italiano di Platone: Giovanni Reale, docente di storia della filosofia antica all'Università San Raffaele di Milano, il relatore di forse maggior prestigio tra quanti converranno a Piacenza. Il contributo di maggior peso offerto da Reale agli studi platonici è probabilmente il volume "Per una nuova interpretazione di Platone", pubblicato nel 1984 e più volte riedito, in cui viene esposta la nuova rilettura del filosofo da lui elaborata con gli studiosi tedeschi della cosiddetta "scuola di Tubinga".

"Il fondamento del pensiero morale di Platone - afferma Reale, che interverrà al convegno venerdì - è chiaramente leggibile nel suo dialogo maggiore, la "Repubblica". Un testo che un pur grande filosofo del Novecento come Karl Popper fraintese fino al ridicolo, considerandolo come il manifesto di una società totalitaria. In realtà Platone dice a chiare lettere che lo Stato Perfetto delineato in quelle pagine non è realizzabile nella pratica, ma dev'essere interiorizzato come ideale: non può esistere in nessun luogo, se non dentro te stesso. E' un modello di condotta in cui l'"aretè", la virtù intesa come compimento dell'essere uomo, viene dalla scienza delle cose supreme, del Bene sommo. Al Divino l'uomo giunge attraverso vari stadi, a partire dallo stesso eros e dalla bellezza del mondo visibile. Ma è meditando il Divino e cercando di uniformarsi a esso che l'uomo raggiunge il suo fine morale". Questo pensiero contiene lezioni per l'uomo d'oggi? "Io sono convinto che, mentre lo studio del cosmo si vale di strumenti e modelli scientifici smpre nuovi e destinati a periodiche rivoluzioni, lo studio dell'uomo si basi da sempre sullo stesso metodo: l'introspezione, la riflessione su di sé. In questo Platone è un maestro ineguagliato: rileggiamo il libro IX di Repubblica, che contiene intuizioni che anticipano di 24 secoli le teorie di Freud. La lezione importantissima che Platone può impartire all'uomo d'oggi, perso nel flusso delle mode e della comunicazione effimera, è anche questa: guardare se stesso dal punto di vista di ciò che è Eterno". Nello stesso metodo dialettico di Platone, basato sul dialogo, si può nascondere un intento morale? "Certamente sì: questa concezione dell'insegnamento, e dei rapporti personali in generale, come dialogo di anime è un antidoto all'alienazione della nostra epoca, in cui un colpo di tasto ci può connettere col resto del mondo ma una persona può morire nel nostro condominio senza che noi ci accorgiamo di nulla per due anni, come è avvenuto di recente a Parigi". Un filosofo come Platone non è stato solo portatore di una nuova e feconda visione del mondo, ma anche un maestro di vita per i suoi allievi. Oggi molti lamentano la mancanza di pensatori che sappiano essere anche una sola di queste due cose. Secondo lei il nostro tempo ha veri filosofi? "Effettivamente oggi la filosofia è in crisi. Prenda i filosofi della scienza e del linguaggio, che oggi rappresentano l'ala più intellettualmente sofisticata di questa disciplina: elaborano raffinati strumenti di pensiero ma poi li mettono nel cassetto, non li applicano ai grandi problemi della vita. Platone, tanto per tornare a lui, ammonisce che la qualità fondamentale di un filosofo dev'essere la "phrònesis", la saggezza di vita. Ora, mi dica: quanti filosofi "saggi" conosce oggi lei?".
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti