[La politica giusta dell’americano
Rawls
Nessun filosofo ha influenzato tanto lo studio della politica, dai tempi di
Thomas Hobbes, quanto John Rawls. La sua recente scomparsa rappresenta una
perdita straordinaria per la filosofia politica in generale, e in particolare
per quanti, come me e altri, hanno avuto la fortuna di conoscerlo e
frequentarlo negli anni, traendone una lezione di vita e di pensiero
ineguagliabile. Dalla pubblicazione, nel 1971, di Una teoria della giustizia
di John Rawls non solo si è riacceso l'interesse per la filosofia politica
- tra i suoi cultori abituali e anche tra studiosi di diritto, economia,
psicologia, sociologia - ma ne sono cambiati il vocabolario e la sostanza,
cominciando dall'universo accademico in lingua inglese, per poi espandersi
prima in tutto il mondo occidentale, e poi anche al di là dei suoi confini, dal
Sud America all'Asia. È sempre difficile esaminare le ragioni di un successo
intellettuale così clamoroso, ma - nel caso di Rawls - si può essere certi che
questo risultato non è indipendente dalle sue caratteristiche personali. John
Rawls, «Jack» come lo chiamavano gli amici, era un uomo di assoluta integrità
morale e professionale, capace di prestare un'attenzione straordinaria tanto ai
dettagli di un argomento filosofico quanto ai suoi aspetti più generali, in
grado di dare un contributo intellettuale di alto livello non solo ai suoi
allievi diretti, ma anche a quanti fossero venuti a contatto con la sua persona
e con il suo lavoro. Caratteristica e indimenticabile era anche la sua
modestia, un tratto della sua personalità che colpiva tutti e che in parte
dipendeva da un'assoluta dedizione al grande compito intellettuale che si era
prefisso. Quest'ultimo - volendo anticiparne il senso in poche parole -
consisteva nel tentativo di fornire le ragioni profonde di un ordine sociale
giusto, le uniche in grado di conciliare una vita degna di essere vissuta con
le esigenze della collettività.
John (Jack) Bordley Rawls era di origine un membro della «upper class» degli
stati del Sud, e i suoi eroi sono sempre stati Abraham Lincoln e Immanuel Kant.
Di sicuro, la sua vita pratica assomigliava più a quella di Kant che a quella
di Lincoln, ma da quest'ultimo aveva ereditato un radicato senso di giustizia,
ritenendo inoltre la schiavitù il caso paradigmatico dell'ingiusto. Era nato a
Baltimora, nel Maryland, il 21 febbraio 1921, secondo di cinque figli di
William Lee e Ann Abell Stump. La famiglia Rawls era benestante e veniva dal
Sud degli Stati Uniti, dove il nonno di Rawls era stato un prospero banchiere a
Greenville (North Carolina). Il trasferimento della famiglia a Baltimora era
dovuto all'esigenza di vivere in prossimità di un grande ospedale, come era il
Johns Hopkins di Baltimora, per meglio curare la tubercolosi da cui erano
afflitti sia il nonno che il padre di Rawls. (...)
Dopo la High School, Jack seguì suo fratello maggiore Bill a Princeton. Durante
il suo primo semestre a Princeton, la Germania attaccò la Polonia, e molti
studenti si sentirono già pienamente immersi nell'atmosfera bellica. Rawls non
ebbe dubbi sulla necessità da parte degli Stai Uniti di difendere la Gran
Bretagna contro Hitler. I suoi primi insegnanti di filosofia furono Walter T.
Stace, David Bowers e Norman Malcolm. Di questi, senza dubbio Malcolm, un noto
studioso di Wittgentein, ebbe nel tempo la maggiore influenza, anche se Stace
fece corsi sull'utilitarismo e il Kant etico che non mancarono di lasciare
traccia duratura. Nel gennaio 1943, si laureò summa cum laude in
filosofia. Nel febbraio di quello stesso anno, Rawls andò in guerra, e servì il
suo Paese, dopo un breve corso di istruzione, nel 128° Reggimento di fanteria,
prima in Nuova Guinea, poi nelle Filippine e infine nelle truppe che occupavano
il Giappone. La sua carriera nell'esercito fu, a suo stesso dire, «singularly
undistinguished», contrariamente a quella del fratello maggiore in aeronautica,
anche se in essa trovò spunto in seguito per un importante saggio contro la
bomba atomica.
Nel 1946 andò a Princeton, e, dopo un breve soggiorno a Cornell (dove c'era
Malcolm e anche Max Black), tornò a Princeton, dove dal 1948 cominciò a
scrivere la Dissertazione per il Ph.D. , sotto la supervisione di Stace.
La Dissertazione tratta temi di epistemologia morale, nell'ottica del
rapporto tra teoria morale e intuizioni, anticipando quello che diventerà dopo
il concetto di «equilibrio riflessivo». Nel 1948, Rawls conobbe, per poi
sposarla l'anno successivo, quella che sarebbe diventata la sua compagna di
vita, Margaret (Mardy) Warfield Fox, destinata nel tempo a diventare una brava
pittrice per suo conto nonché sempre più importante anche nella redazione e
nella concezione delle maggiori opere di Rawls. (...)
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