![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 20 NOVEMBRE 2002 |
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BENEDETTO
CROCE Il regime e l'antifascismo, il duello con Gentile, la polemica con
Einaudi
Anni Trenta,
Croce intraprende la più attuale delle sue battaglie. In difesa della libertà,
si schiera contro il liberismo e apre a qualsiasi ipotesi di programmazione
economica. Anche "comunista". Una presa di posizione spregiudicata
che suscita scandalo tra i liberisti dogmatici
Il 3 gennaio
del 1925, quando Mussolini rivendica a sé e al fascismo la responsabilità del
delitto Matteotti e annuncia l'instaurazione della dittatura, Benedetto Croce è
probabilmente uno degli italiani più sorpresi e sbigottiti. Fino all'ultimo
aveva creduto possibile la "costituzionalizzazione" del fascismo; al
Senato viene quasi aggredito da colleghi che gli rimproverano l'amicizia con
Gentile, che è stato visto sbracciarsi ed applaudire con entusiasmo. Da questo
momento in poi sarà un altro uomo, pienamente consapevole del ruolo che gli
tocca assumere: "nei tempi di calma i pratici curano la pratica e gli
studiosi gli studi. Nei tempi di crisi i pratici si smarriscono o sono eliminati;
e gli uomini di studio assumono la parte dei critici ed educatori per
l'avvenire".