![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 13 NOVEMBRE 2002 |
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Demetrio Neri anticipa il documento che verrà presentato al
Comitato di bioetica
Nei Paesi
anglosassoni lo chiamano living-will , da noi è stato tradotto come testamento
biologico, direttive anticipate, carta di autodeterminazione. Con queste
definizioni si fa riferimento a una espressione di volontà, formulata quando si
è ancora in grado di farlo, sulle cure che i medici possono mettere in atto per
allungare artificialmente la vita. Siano queste la rianimazione polmonare, la respirazione
assistita, l'alimentazione artificiale. Si tratta di indicazioni precise:
voglio o non voglio. Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, nell'aprile
scorso, si era espresso a suo favore e ora il Comitato nazionale per la
bioetica, l'organo deputato a elaborare linee guida sulle problematiche
etico-giuridiche cui si trova di fronte la medicina moderna, sta preparando un
documento che verrà presentato e discusso tra una settimana nella riunione
plenaria del Comitato. Ne è estensore, insieme con Salvatore Amato, docente
di filosofia del diritto all'Università di Catania, Demetrio Neri, che
insegna bioetica all'Università di Messina. "Il nostro orientamento -
anticipa Neri - è che le "direttive anticipate" siano l'estensione
all'estremo della vita della cultura del consenso che lentamente sta entrando
nella medicina italiana. Siamo peraltro convinti che conoscere una volontà
espressa precedentemente dal malato rappresenti un aiuto per il medico. Un
operare fuori dal buio, certi di rispettare i desideri della persona". Già
l'articolo 34 del Codice deontologico, d'altro canto, afferma che "il
medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, non può
non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso".
In ognuno di noi, però, la malattia può portare a un cambiamento di valori e desideri tale da far vedere in una luce diversa la sospensione dei trattamenti. "L'idea prevalente nel Comitato - informa ancora Neri - è che la persona possa in qualsiasi momento modificare o, addirittura, recedere, dalle posizioni che ha espresso in precedenza. Per quanto riguarda il medico, la volontà del malato deve essere vincolante; altrimenti decade il significato e il valore giuridico di un testamento del genere. Su questo punto, però, le posizioni all'interno del Comitato non sono del tutto omogenee". In Europa hanno dato riconoscimento giuridico alla carta di autodeterminazione la Germania, la Danimarca, l'Olanda e il Belgio. In Inghilterra l'Ordine dei medici ha pubblicato un libro che incoraggia i medici alla pratica del living-will.