RASSEGNA STAMPA

13 NOVEMBRE 2002
FRANCA PORCIANI
Nei Paesi anglosassoni lo chiamano ...

Demetrio Neri anticipa il documento che verrà presentato al Comitato di bioetica

Nei Paesi anglosassoni lo chiamano living-will , da noi è stato tradotto come testamento biologico, direttive anticipate, carta di autodeterminazione. Con queste definizioni si fa riferimento a una espressione di volontà, formulata quando si è ancora in grado di farlo, sulle cure che i medici possono mettere in atto per allungare artificialmente la vita. Siano queste la rianimazione polmonare, la respirazione assistita, l'alimentazione artificiale. Si tratta di indicazioni precise: voglio o non voglio. Il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, nell'aprile scorso, si era espresso a suo favore e ora il Comitato nazionale per la bioetica, l'organo deputato a elaborare linee guida sulle problematiche etico-giuridiche cui si trova di fronte la medicina moderna, sta preparando un documento che verrà presentato e discusso tra una settimana nella riunione plenaria del Comitato. Ne è estensore, insieme con Salvatore Amato, docente di filosofia del diritto all'Università di Catania, Demetrio Neri, che insegna bioetica all'Università di Messina. "Il nostro orientamento - anticipa Neri - è che le "direttive anticipate" siano l'estensione all'estremo della vita della cultura del consenso che lentamente sta entrando nella medicina italiana. Siamo peraltro convinti che conoscere una volontà espressa precedentemente dal malato rappresenti un aiuto per il medico. Un operare fuori dal buio, certi di rispettare i desideri della persona". Già l'articolo 34 del Codice deontologico, d'altro canto, afferma che "il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà, non può non tenere conto di quanto precedentemente manifestato dallo stesso".

In ognuno di noi, però, la malattia può portare a un cambiamento di valori e desideri tale da far vedere in una luce diversa la sospensione dei trattamenti. "L'idea prevalente nel Comitato - informa ancora Neri - è che la persona possa in qualsiasi momento modificare o, addirittura, recedere, dalle posizioni che ha espresso in precedenza. Per quanto riguarda il medico, la volontà del malato deve essere vincolante; altrimenti decade il significato e il valore giuridico di un testamento del genere. Su questo punto, però, le posizioni all'interno del Comitato non sono del tutto omogenee". In Europa hanno dato riconoscimento giuridico alla carta di autodeterminazione la Germania, la Danimarca, l'Olanda e il Belgio. In Inghilterra l'Ordine dei medici ha pubblicato un libro che incoraggia i medici alla pratica del living-will.
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