RASSEGNA STAMPA

7 NOVEMBRE 2002
FEDERICO UNGARO
Riusciremo a cancellare la paura dal cervello

Ci vorranno ancora molti anni, ma la paura, una delle emozioni più tipiche dell'animo umano potrebbe essere un evento che non lascia più traccia nella nostra memoria.

E per ottenere questo risultato non dovremo neanche ricorrere a qualche pericolosa operazione chirurgica al cervello o assumere chissà quale psicofarmaco: basterà una piccola stimolazione magnetica di una specifica area cerebrale.

Forse abbiamo esagerato un pochino, ma il risultato di uno studio pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista scientifica inglese "Nature" apre un interessante filone di ricerca proprio in questa direzione. Ma prima che i risultati ottenuti su dei topolini di laboratorio siano replicabili anche sull'uomo ci vorrà un bel po' di tempo.

Per il momento, Gregory Quirk e Mohammed Milad, della Ponce School of Medicine di Porto Rico, si sono limitati a eliminare in laboratorio l'emozione dal cervello di alcune cavie, condizionate a provare paura attraverso uno stimolo sonoro associato ad una scarica elettrica. Dopo averle trattate così per un po' di tempo, hanno continuato a trasmettere il segnale, senza però la scarica elettrica e sono andati a studiare l'attività delle cellule cerebrali di una regione della materia grigia chiamata corteccia prefrontale. Hanno visto così che,dopo aver sentito lo stimolo sonoro senza aver sperimentato alcuna forma di dolore, il cervello dei topi inviava un segnale particolare all'organismo, che possiamo tradurre in una sorta di "ok, tutto a posto non c'è più dolore". Segnale associato all'attività di una particolare regione chiamata area infralimbica.

Che cosa succede - si sono chiesti i due ricercatori - se stimoliamo artificialmente questa area e le facciamo trasmettere prima della sirena lo stesso segnale? La paura sparisce letteralmente dalla memoria dei topi, che non ricordano più di aver provato alcuna esperienza dolorosa. E quindi non reagiscono. Lo stesso, dicono i ricercatori, potrebbe succedere anche agli esseri umani, trattati nello stesso modo. L'intervento sarebbe eseguito con una particolare tecnica, chiamata stimolazione magnetica transcranica.

Ma è giusto liberarsi dalla paura? Se la ricerca di Nature evolvesse davvero verso qualcosa di pratico, si aprirà senza dubbio un dibattito etico su questa nuova possibilità per l'uomo. La paura è profondamente connaturata alla nostra specie. Senza questo sentimento i nostri progenitori ominidi non sarebbero certo sopravvissuti ai predatori che si aggiravano per le selve e le foreste del nostro pianeta qualche milione di anni fa. Senza la paura non impariamo e non miglioriamo. Senza il timore che il dolore si ripeta non avremmo creato romanzi, film, scherzi e, perché no, il Luna park.

La razionalità medica vuole che i primi candidati ad un intervento "anti panico" siano soprattutto persone colpite da forti stati di ansia. Ad esempio, gente che ha subito stress tremendi, come un terremoto o un incidente stradale. Ma nulla vieta di pensare ad un futuro dove incontreremo cabine a gettone sulle strade, dove sarà possibile cancellare la paura per affrontare meglio un colloquio di lavoro o un esame universitario.
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