![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 OTTOBRE 2002 |
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Una intervista postuma al grande genetista: "Il padre della
teoria evolutiva non era contrario alla visione cristiana. Nella Genesi
appaiono gli animali marini, poi quelli volanti e terrestri, infine l'uomo: con
l'ordine che vediamo negli strati geologici" "Non trovo un dissidio
tra fede e scienza. La Scrittura dice che Dio ha fatto cielo e terra e poi
l'umanità. Essere capaci di pensare ci fa ipotizzare un intervento divino
nell'evoluzione"
La teoria
dell'evoluzione, spesso utilizzata come un'arma contro la Chiesa, incontra oggi
qualche detrattore nel mondo scientifico...
"Non
bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Se la teoria di Darwin è totalmente
criticabile, non è in nome di una difficoltà con la rivelazione della Chiesa.
Darwin si è certamente servito della sua teoria per cercare di dimostrare
l'antropologia cristiana. Ciò non è per niente contestabile e lui stesso l'ha
confessato, e sua moglie gli ha scritto delle lettere straordinarie a tal proposito
per cercare di distoglierlo da un tale progetto. Stando così le cose, non
bisogna credere che la Bibbia si oppone necessariamente al concetto di
evoluzione. La Bibbia è anche il primo libro evolutivo poiché evidenzia le
tappe della creazione. La cosa che più stupisce è che nella Bibbia appaiono
dapprima gli animali marini, poi gli animali volanti, poi gli animali terresti
e da ultimo l'uomo. Sarebbe a dire che la Bibbia, in uno scorcio assolutamente
folgorante, enumera la comparsa degli esseri viventi secondo l'ordine in cui
noi li ritroviamo negli strati geologici".
Nell'immaginario
popolare, l'evoluzione significa che l'uomo discende dalla scimmia, e che ogni
vita ha avuto inizio all'origine a partire da una cellula iniziale da cui sono
uscite le differenti ramificazioni della vita.
"Questa
è la teoria dell'evoluzione, non sono i fatti. I fatti sono che nel corso del
tempo delle forme si sono succedute, ed è vero che l'uomo è l'ultimo arrivato.
Su questo non c'è scienziato che non sia d'accordo. Esiste una teoria
neo-darwiniana che presuppone che tutto sia stato prodotto a seguito di
mutazioni dovute al caso e che sono state selezionate dalla necessità di
sopravvivenza. È la tesi di Jacques Monod ne Il caso e la neces sità. Ha
scritto il suo libro nel momento giusto, poiché oggi non avrebbe più potuto
scriverlo. Il libro di Monod si basava sulla vecchia massima di Democrito:
tutto in natura è frutto del caso e della necessità, il che è d'altronde
totalmente inapplicabile a tutti i sistemi viventi. In effetti tutti i concetti
che sono stati usati dagli uomini per distinguere l'inanimato dal vivo non si
limitano al caso ed alla necessità. Esiste un terzo termine che si può
designare con tono neutro "informazione", che San Tommaso d'Aquino
avrebbe chiamato la forma e che gli antichi avrebbero chiamato logos".
Come mai
esistono delle specie?
"È una
domanda che non si pongono gli evoluzionisti. È tuttavia assai interessante
perché supponete che Darwin abbia ragione, che Monod abbia ragione e che si producano
delle mutazioni che sono selezionate dalla necessità e che infine l e forme si
evolvano in tal modo. Perché non ci sarebbe una sorta di continuum dell'ameba
all'elefante, ed un continuum che procederebbe ancora laddove si vedessero
delle amebe elefantizzarsi (seppure lentissimamente!)? Perché questo non
esiste? Perché un elefante si riproduce sempre rigorosamente nella specie
elefantina. C'è una ragione per questo. E questa ragione cominciamo a
conoscerla almeno per le specie superiori: è che il loro patrimonio genetico è
organizzato in una struttura figurata, che sono i cromosomi, e che i cromosomi
sono in un qualche modo i volumi dell'enciclopedia della vita, le tavole della
legge della vita incise con quei caratteri. Per quanto riguarda l'origine della
vita, non possiamo far altro che elaborare delle ipotesi. A priori, la più
semplice è dire che è comparsa una prima cellula, della quale ci guarderemo
bene dal dare le caratteristiche perché non le conosciamo abbastanza, e che è
da questa cellula che sono sopravvenute, a causa di cambiamenti totalmente
improbabili, le differenti modifiche che hanno portato alle specie che
conosciamo, siano esse delle specie fossili, siano esse delle specie ancora
viventi. È un'ipotesi; sembra più semplice dire che la vita è comparsa una sola
volta. Un'altra ipotesi consiste nel dire che la vita è comparsa più volte ed
in linee differenti che avrebbero portato alle grandi suddivisioni del regno
animale, del regno vegetale e così via. Non formulerò nessun tipo di opinione
fra queste due ipotesi, perché nessuno sa cosa sia accaduto. Quello che
possiamo dire con certezza, in compenso, è che se si prendesse il meccanismo
neo-darwiniano, mutazione-selezione, l'evoluzione non sarebbe prodotta, poiché
è assolutamente impossibile, vista la quantità di cambiamenti favorevoli su
ccessivi che bisognerebbe immaginare fra l'ameba e l'uomo, che l'uomo o altri
animali superiori sarebbero apparsi".
Come
conciliate la scienza e la fede ed i rapporti delle scienze applicate con la
filosofia?
"Sono
due domande del tutto diverse, perché i rapporti tra la filosofia e la fede
sono di una grande difficoltà per un genetista come me e, se mi permettete, non
affronterei questa domanda. Risponderei solo questo: non ho mai trovato
contraddizioni irriducibili fra quello che ho appreso da una lunga esperienza
scientifica e ciò che mi è stato trasmesso dalla fede cattolica. Ho visto sì
delle difficoltà, ma nessuna che fosse insormontabile o che rappresentasse
delle antinomie assolute. Più o meno cinquant'anni fa, si sosteneva che era del
tutto impossibile prendere la Bibbia sul serio, considerato che all'inizio,
nella Genesi, la Creazione di Dio comincia da quella della luce. E mi ricordo
di aver letto delle opere - già fuori moda, ma che tuttavia mi era stato
raccomandato di leggere - che spiegavano come fosse assurdo descrivere in
questi termini la creazione, dato che non poteva esserci la luce prima che ci
fosse il sole".
Orbene,
adesso è pressappoco ammesso che c'è stato un Big Bang. Molto tempo prima che
ci fossero le stelle e la luce. E che il Fiat lux, che è l'inizio della
creazione, è in definitiva una rivelazione assolutamente inverosimile.
L'appassionato di astronomia non può immaginare che la luce provenga da
un'altra cosa che non siano le stelle, quando in realtà sono le stelle che
provengono dalla luce...
"La seconda difficoltà celebre tra la fede e la scienza riguardava l'evoluzione; orbene se rileggete il testo della Genesi, che è assai interessante, la parola creazione ad opera di Dio è usata solo tre volte. U na volta per il cielo e la terra, una volta per l'uomo e poi è usata, verso la metà, per i grandi mostri marini. Per tutto il resto, si dice che la terra verdeggia, che il mare brulica di vita... non c'è un meccanismo che ci venga rivelato in quanto meccanismo creativo specie per specie. Così come c'è una grande libertà per il credente di dimostrare tutte le ipotesi evoluzioniste per sapere se coincidono con la realtà. Non possono essere in contraddizione con la Rivelazione, che afferma soltanto la creazione del cielo e della terra, che descrive come un atto creatore diretto di Dio, e la creazione dell'essere umano. Quando arriviamo all'essere umano e vediamo comparire bruscamente sul pianeta un bipide così simile agli altri, e che tuttavia per la prima volta è in grado di pensare, siamo ben obbligati a dirci che qualcuno gli ha insufflato qualcosa".