![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 OTTOBRE 2002 |
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Croce secondo Galasso
Anche se
l'autore, Giuseppe Galasso, prova imbarazzo dinanzi alle celebrazioni
ufficiali, la riedizione, dopo dodici anni, del suo libro su Benedetto Croce
(Croce e lo spirito del suo tempo , editore Laterza, 576 pagine, 35) pare
opportuna, ricorrendo il cinquantenario (20 novembre 1952) della morte del
nostro maggior uomo di cultura di tutto un secolo. Galasso riprende le fila di
uno studio durato decenni e nella postfazione ne tira le somme. Di Croce
occorre finalmente cogliere la forza di pensiero e la costante volontà di
renderlo sempre nuovo, contro gli schematismi di antichi critici che lo
volevano ingessato in un "sistema" vecchio e inutile. Eppure in Terze
pagine sparse Croce aveva scritto: "Io non so se i miei lettori si siano
avveduti che una sorta di repugnanza e come una paura del ridicolo di me con me
stesso mi ha preso nel parlare di un mio sistema...io non do alla parola
sistema nessuna dignità sull'altra del semplice pensare".
Nota
Galasso: "Un Croce più sofferto e vicino, più dinamico e reattivo era,
insomma, quello che mi si era configurato nel lungo studio...", iniziato
fin dagli anni giovanili.
Per tanti
Croce fu "meno filosofo" di Gentile, mentre la storia culturale di
questi anni non ha fatto altro che mostrare quanto errato fosse questo
giudizio. In Gentile trionfava un'antica ambizione di "reductio ad
unum" del pensiero, in Croce una moderna ansia di continuo rinnovamento,
quella della tradizione umanistica, secondo una forte tensione conoscitiva,
"intentio cognoscentis in cognoscibile". E l'ultimo Croce, quello
della "vitalità", è il coronamento di un'intera vita di appassionata
ricerca, ma anche la traccia continua di ogni suo sforzo filosofico.
Galasso ne
scrive con molta onestà: "Se un appunto dovessi rivolgere alla mia
ricostruzione della vicenda filosofica di Croce, sarebbe, perciò, dovuto
proprio allo scrupolo di non aver dato abbastanza rilievo a questo aspetto
significativo e costruttivo dell'ultimo Croce". Infatti il pensiero
crociano si atteggia subito come pensiero della vita: "Nella considerazione
storica crociana rientrava...tutto il complesso della vita civile, in cui già
istituzioni, leggi, forze o interessi e altri elementi della sfera dell'utile
sono considerati nella loro avvenuta o non avvenuta conversione in etica".
Ecco dunque, commenta Galasso, che quello crociano è "un percorso che va
dall'etica all'etica".
L'etica è
centrale in tutta la filosofia di Croce ed è bene ricordarlo ora, momento in
cui se non c'è irrisione c'è indifferenza diffusa verso i valori morali, come
se in una semplificazione, ingenua o voluta, esistessero valori che prescindono
da o superano quelli morali.
Rileggere
oggi Croce, oltre che doveroso, è anche utile perché le radici della nostra
cultura sono fortunatamente ancora solide e il colloquio con i classici può
dare molto a tutti noi. Ricordiamo una sua lettera del 1947, epoca in cui
fervore e speranze scuotevano e illuminavano tanti animi, volti alla ricerca di
nuovi spazi politici e all'impegno di ricostruire il Paese. In essa si ragiona
di tutte queste idee e però si avverte: "L'unico rimedio che lo spirito
umano possiede e al quale si rivolge spontaneamente è di mantenere e
rinvigorire in sé il principio armonizzatore, la vita morale".
Giuseppe Galasso conclude la sua opera: "I motivi di pensiero e di riflessione sui quali Croce si travagliò nella sua lunga attività intellettuale non furono chiusi nell'orizzonte del suo tempo, bensì, insieme con quel tempo, aperti al futuro di oggi e di domani. Ne è una riprova la possibilità di un continuo riaprirsi del discorso critico e storico su Croce e sul suo pensiero lungo assi e percorsi tematici ed ermeneutici diversi. Lo si è ricorrentemente sperimentato in relazione al pensiero etico-politico, ai rapporti di Croce col mondo culturale europeo, al problema religioso, ai temi della retorica e della letteratura". E in tutti questi studi e ricerche sull'intero corpus crociano emerge, afferma Galasso, "la permanente fecondità di un classico".