![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 AGOSTO 2002 |
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ESISTONO TRENI CONCRETI E TRENI ASTRATTI, SOLO UN NOMINALISTA PUÒ
PREOCCUPARSI PER QUELLO DELLE 17
coautore
Luciano Coen
Altoparlante.
«Si avvisano i Signori Viaggiatori che l'Eurostar per Roma delle ore 17.00 è
stato soppresso». Lui. Questo è un bel problema. Pensavo di farcela ad arrivare
per cena. Ma è sempre così con le ferrovie! Mai che si possa fare un programma.
Lei. Sono preoccupata. Che cosa avranno fatto mai del treno delle 17? Lui. In
che senso, scusi? Lei. L'annuncio dichiarava che è stato soppresso. Lui. L'ho
sentito, e per questo sono scocciato. Anche lei va a Roma? Lei. Sì. Ma non è
questo il punto. Adoro i treni e l'idea che ne abbiano soppresso uno mi fa
venire i brividi. Chissà che fine avrà fatto: demolito? bruciato? sotterrato?
Lui. Scusi, ma lei non penserà che abbiano soppresso un treno concreto fatto di
locomotive e carrozze?
Lei. E che
cos'altro avrebbero potuto sopprimere? Che io sappia, quando mi si parla di
treni mi si parla di vagoni, sedili, finestrini. Cose concrete. Non mi è mai
capitato di viaggiare su un treno astratto. Quindi, se mi dicono che il treno
delle 17.00 è stato soppresso mi immagino che siano stati soppressi dei vagoni,
dei sedili, dei finestrini. E mi preoccupo. Lui. Allora lei è quella che i
filosofi chiamano una nominalista: crede soltanto all'esistenza delle entità
concrete! Lei. Lei forse crede anche nei treni astratti? Lui. Certamente.
Il
linguaggio permette di parlare tanto delle cose concrete, come il treno che
vediamo arrivare in questo momento sul binario numero 9, quanto delle cose
astratte, come il treno in arrivo ogni giorno a quest'ora sul binario 9. I
treni concreti possono avere dei guasti tecnici, ma quando si sopprime un treno
non si sopprime un treno concreto bensì un'entità astratta: si sopprime un
certo tipo di treno. Lei. Se lei pensa che i treni soppressi siano entità
astratte dovrà preoccuparsi davvero. Se hanno soppresso il treno delle 17.00
nel senso in cui ne parla lei, vuol dire che alle 17.00 non ci saranno più
treni per Roma. Mai più.
Lui. Mi
correggo. Ciò che viene soppresso è un evento di un certo tipo, un evento
previsto alle 17.00 di ogni giorno: la partenza dell'Eurostar per Roma. Lei.
Non sono sicura di seguirla. Un treno non è un evento, mi pare, ma una cosa
fatta di ferro. Comunque sia, lei parla di un evento concreto o di un evento
astratto? Per dirla altrimenti, prende spesso il treno delle 17.00? Lui. Ogni
venerdì, per tornare in famiglia. Lei. Ammetterà che si tratta però di un
evento diverso ogni volta. Quindi concorderà che l'entità soppressa, quand'anche
si trattasse di un evento, è un'entità concreta. Un'entità irripetibile. Se
partissimo domani alle 17.00 si tratterebbe di un evento molto diverso da
quello soppresso: un'altra partenza.
Lui. Lei
prende spesso il treno delle 17.00? Lei. Tengo un'agenda molto minuziosa. Posso
farle un elenco preciso. Vediamo. Venerdì scorso ho preso un treno che partiva
alle 17.00 per Roma. Due venerdì fa ho preso un treno che partiva alle 17.00
per Roma. Tre venerdì fa... Lui. D'accordo, vedo che il suo nominalismo è di
ferro, quasi più dei treni su cui viaggia. Lei proprio non vuole dire che
prende sempre il treno delle 17.00 per Roma, come direi io. Ma se lei si
rifiuta di parlare di tipi astratti, come fa a farsi capire quando parla? Dovrà
ogni volta snocciolare una lista lunghissima di cose concrete o di eventi
particolari.
Lei. Non ho
nessun problema a dire che ho preso «lo stesso treno» ogni venerdì, se
preferisce, ma in un senso molto approssimativo. Come quando mi lamento coi
miei amici romani perché mi costringono a mangiare sempre «le stesse cose»: non
intendo certo riferirmi a del cibo che continua a entrare e a uscire dalla mia
bocca. Altoparlante. «Il treno Eurostar numero 19 con destinazione Roma partirà
alle ore 17:45 anziché alle ore 17:00». Lui. Ha sentito? Devono aver risolto il
problema. Lei. Spero abbia ragione, ma come fa ad esserne certo? Magari il
nostro treno è stato già soppresso (sospira) e adesso ci chiedono di prendere
quest'altro... Ficcanaso. Chiedo scusa. Io non sono nominalista ma sono d'accordo
con la signora. Chi ci assicura che si tratti dello stesso treno, intendendo
con ciò il treno astratto di cui parla i signore?
Lui. Prego?
Ficcanaso. Come fa ad essere il treno delle 17:00 se parte alle 17:45? Lui. È
stato annunciato come Eurostar numero 19. E quello è il treno che doveva
partire alle 17:00. Ficcanaso. Lasci perdere il nome (altrimenti sì che
diventiamo nominalisti). Il problema è l'entità denominata: è davvero lo stesso
treno? In fondo una delle proprietà che lo definivano (partire alle 17) è
uscita di scena. Ci pensi: se il treno adesso facesse delle fermate aggiuntive
sarebbe lo stesso treno? Se partisse con qualche carrozza in meno del previsto?
Se partisse da un binario diverso da quello indicato sul tabellone?
Lui. Per me
il fatto che un treno parta con 45 minuti di ritardo non significa nulla di
particolare. Oserei anzi dire che l'Eurostar per Roma delle 17:00 non parte mai
precisamente alle 17:00. Ficcanaso. Noti che però non accetteremmo tanto
facilmente che un treno possa partire con 45 minuti d'anticipo. Non diremmo
proprio che è lo stesso treno. Lui. Ma i treni non partono mai in anticipo...
Ficcanaso. Allora supponiamo che per qualche motivo l'Eurostar per Roma parta
con 24 ore di ritardo, alle 17.00 di domani. Non mi verrà a dire che è lo
stesso treno.
Lui. E che ne so io. Lo chieda alla signorina. Per quel che mi riguarda, se lo annunciano come Eurostar delle 17 per Roma è l'Eurostar delle 17 per Roma, che parta pure da dove, per dove e quando vuole. Lei. Che idea assurda. Per me l'identità del treno è definita dall'identità dei vagoni, dei sedili, dei finestrini che lo compongono. Ficcanaso. A me sembrate matti tutti e due. Altro che treni astratti o treni concreti. Da anni evito di farmi intrappolare in questi problemi filosofici, sennò chi parte più. Dovreste fare come me: prendo sempre la corriera. Lei e Lui. Buona idea! Ma quale corriera prendiamo?