![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 22 AGOSTO 2002 |
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In India il meteo via Internet aiuta i marinai, in Africa un
congegno serve a issare i secchi dai pozzi: ecco alcuni esempi di come le
tecnologie possono migliorare la vita dei più poveri
Secondo un
vecchio adagio bengalese la conoscenza è un bene particolare: più se ne
elargisce, più se ne riceve. La scienza, in senso lato, è l'arte di coltivare e
incrementare questo prodotto particolare. Gli scienziati imparano l'uno
dall'altro e la conoscenza si accresce attraverso un processo basato sul dare e
sul prendere. Ovviamente ci sono scienziati che sono anche abili imprenditori e
la scienza non è un'impresa no profit, ma in linea di massima, la cultura e lo
spirito della scienza si basano sulla condivisione piuttosto che sulla
compravendita.
Generalmente
si guarda alle ricadute positive della scienza, e non soltanto di quella
biomedica, nei termini dei singoli prodotti che ne derivano come farmaci,
applicazioni zootecniche, agro-alimentari e via dicendo: ma al di là di questi
frutti specifici è la stessa organizzazione della scienza che ha qualcosa da
offrire nella battaglia contro le malattie, la povertà e i conflitti che
emergono dai confronti tra culture ed etnie diverse in un mondo globalizzato.
Questo "qualcosa" è quel principio di condivisione che separa la
scienza dalle transazioni che caratterizzano il mercato: ma il principio di
condivisione è anche essenziale nell'ambito dello sviluppo.
In un suo
recente articolo l'economista e premio Nobel Amartya Sen, nota come lo sviluppo
materiale non dipenda solo dal buon funzionamento dei mercati ma anche da altre
forme associative e da diverse forme di libertà, da quelle legate al
soddisfacimento delle necessità primarie (la fame, la salute) a quelle legate
ai diritti politici e civili, alla partecipazione sociale: questi aspetti della
compartecipazione non si basano certamente soltanto sul comperare e sul vendere
ma sulla condivisione. Sen, che pure è un fautore delle leggi e dei meccanismi
di mercato, sostiene che per poter fare buon uso di questi meccanismi bisogna
essere in grado di entrare nel mercato per partecipare ai benefici delle
transazioni: ma se non si gode di altro bene che della propria forza lavoro, se
non vi è accesso al credito e non esiste un capitale cui accedere, entrare nel
mercato è impresa proibitiva, il che accresce il divario tra il Nord e il Sud
del mondo.