RASSEGNA STAMPA

13 AGOSTO 2002
AUGUSTO ILLUMINATI
Il valore del contingente

Un libro di Vittorio Morfino ricostruisce l'incontro tra Macchiavelli e Spinoza che portò il filosofo olandese a porre le basi di una teoria politica intesa come un intervento finalizzato alla modifica dei rapporti di forza nella società

Autore già di un importante studio spinoziano nel 1994 appena ristampato da Unicopli (Spinoza contro Leibniz, documenti di uno scontro intellettuale -1676-1678, Milano, pp. 210, € 12,50) Vittorio Morfino torna sul tema sotto il diverso e ben più decisivo profilo della formazione della filosofia politica moderna nel segno del rapporto fra l'Olandese e Machiavelli e su una linea opposta a quello Hobbes-Rousseau (Il tempo e l'occasione. L'incontro Spinoza Machiavelli, pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, «Il Filarete», pp. 280, € 27,00). L'idea conduttrice, corroborata da un'intuizione althusseriana ripresa da Etienne Balibar (prefatore dell'altro volume), è di dimostrare che, accanto alla strada della conoscenza matematica, esiste un'altra modalità per uscire dal pregiudizio finalistico e dalla sfera dell'immaginazione e per accedere alle nozioni comuni e alla conoscenza di secondo genere: questa è la teoria machiavelliana della politica e della storia. Il passo successivo consiste nell'ipotizzare che la conoscenza di terzo genere, intuizione delle essenze singolari, non si esemplifica soltanto con il dettato della prop. 40, scolio 2 di Ethica II (la regola del 4 numero proporzionale, che peraltro si riferisce a essenze matematiche assolutamente comuni e non singolari), ma assai meglio lo sarebbe con la conoscenza della storia singolare di un popolo, quale Machiavelli offre nei Discorsi in riferimento al popolo romano e Spinoza stesso nel Tractatus theologico-politicus in relazione all'Israele biblico. Morfino, dopo aver attraversato filologicamente con grande competenza il problema della conoscenza testuale (malamente) testimoniabile nel catalogo della biblioteca e della presenza di citazioni dirette e indirette del Segretario Fiorentino nell'opera spinoziana, smontando in modo persuasivo le tesi semplicistiche che lo fanno apparire soltanto nel Tractatus politicus, cioè nella fase terminale, va subito al fondo della questione.
Non si tratta quindi di studiare il percorso e la datazione di una generica influenza, ma di vedere se l'impatto con un certo autore provoca a un certo punto una cesura, una svolta nell'opera di un altro. Questo avviene precisamente nel passaggio dal giovanile Tractatus de intellectus emendatione, dove ancora gli enti sono scolasticamente divisi nelle due serie delle cose fisse ed eterne e di quelle sottoposte al mutamento, dove quindi l'ordine causale è un ordine seriale e vi è scienza solo del necessario, non del contingente, alla ridefinizione del concetto di causa nell'Ethica, dove scompare il termine series sostituito da quello connexio, che descrive la struttura della natura naturata come effetto immanente della potenza causale della natura naturans. L'individuo, a questo punto, perde la sua semplicità, si pone al di fuori di necessità e contingenza definendosi soltanto nel sistema di relazioni con il suo esterno: la sua essenza non precede l'esistenza ma viene ricavata dal fatto compiuto delle sue relazioni esistenziali, dell'intreccio delle occasioni, degli incontri determinati dai gradi della sua potenza di agire.
Come e quando è avvenuto questo mutamento? Secondo Morfino è decisivo l'impatto con il pensiero machiavelliano al tempo della redazione del Tractatus theologico-politicus che interrompe la stesura dell'Ethica intorno al 1665. E' proprio la nozione di «occasione» e la riflessione sul rapporto virtù-fortuna a suggerirgli il primato della relazione tra le cose sulla loro essenza intima e quello dell'aleatorio su ogni teologia o teleologia della «Causa», così che risulta impossibile anticipare un fine e un'origine rispetto all'evento. L'ordine per connessione (ordo sive connexio) diventa la logica per pensare in termini nuovi la temporalità della storia e lo spazio della politica, anzi la stessa conoscenza sub specie aeternitatis presuppone l'abbandono del tempo lineare messo in atto dalla memoria (parte dell'immaginazione, primo genere di conoscenza procedente per combinazioni seriali). Spinoza impara da Machiavelli che la memoria storica è sempre parziale e mistificata e relativizza la tradizione, a cominciare da quella biblica.
Questa fu la vera rivoluzione copernicana nel campo delle scienze umane (una vecchia intuizione di Ludwig Feuerbach!) e anche la singolare ripresa di una tradizione cancellata, quella di Epicuro e Lucrezio, la famosa corrente sotterranea del materialismo di cui parlava Louis Althusser. Il corpo sociale, come quello fisico, è adeguatamente conosciuto (ognuno al suo livello di individualità ovvero di aggregazione significante di individui, organi o uomini che siano) nella sua singolarità, nei suoi processi di malattia e guarigione - che non sono solo metafore ma indici dei rapporti di combinazione con le forze esterne. Ogni forma di imperium perde allora qualsiasi trascendenza, ma condensa il risultato di un equilibrio momentaneo di forze appartenenti a un doppio registro reale e immaginario. Al posto di una filosofia politica come progetto onnipotente di organizzazione della società o di interpretazione finalizzata della storia subentra la teoria della politica come intervento nella congiuntura
Sulla stessa linea di valorizzazione del Machiavelli «metafisico» (nel senso spinoziano e althusseriano di teorico dell'occasione), non mero tecnico del potere o ideologo del repubblicanesimo, si muovono anche altri giovani autori, che hanno recentemente offerto validi contributi. Ci limitiamo qui a citare Fabio Frosini (Contingenza e verità della politica - due studi su Machiavelli, Kappa, Roma 2001, pp. 114, € 15,49) e Fabio Raimondi, curatore di un'antologia degli scritti politici di Machiavelli (Carocci, Roma 2002, pp. 225, € 15,30), contenente, oltre all'introduzione e alle note, un denso lessico dei principali termini politici.
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vedi anche
Filosofia (e) politica