RASSEGNA STAMPA

27 LUGLIO 2002
editoriale
Tradotto "The Big Typescript": un Wittgenstein socratico

Di Ludwig Wittgenstein è appena stato tradotto in italiano un testo molto importante, il cosiddetto "The Big Typescript" (Einaudi, pp. 772, euro 35). Wittgenstein, dopo aver pubblicato in gioventù il suo primo e unico libro, il "Tractatus Logico-Philosophicus", uno dei testi più geniali della filosofia degli ultimi due secoli, che si deve a un confronto serrato con la logica di Bertrand Russell e di Gottlob Frege e al loro superamento, smise per anni di insegnare filosofia, convinto di aver espresso tutto il necessario in quella prima opera, che si chiudeva con il noto "rasoio" della Proposizione 7 che invita al silenzio. Wittgenstein tornò a Cambridge nel '29, dopo quindici anni di assenza, e rimise mano alle sue riflessioni elaborandole secondo una prospettiva nuova che dopo la pubblicazione, postuma, delle "Ricerche filosofiche", avrebbe influenzato radicalmente la filosofia dei decenni successivi. Tuttavia non scrisse un nuovo libro: iniziò una serie di lezioni - diventate leggendarie - con i suoi allievi, che ne hanno pubblicato dopo la sua morte gli appunti. E al tempo stesso per conto proprio raccoglieva su foglietti di carta osservazioni filosofiche coerenti nel tema e nel metodo, ma assolutamente lontane dalla forma classica del trattato.

"The Big Typescript", un voluminoso dattiloscritto di 768 pagine, è dunque più che altro una finestra aperta sul "laboratorio Wittgenstein", in cui le idee si inseguono, si contraddicono e si riprendono con una tattica di "avvicinamento" che riporta la filosofia a uno stile socratico, confliggente - come Wittgenstein ben sapeva - con la sistematicità della filosofia moderna che il suo stesso "Tractatus" aveva interpretato in modo quasi perfetto. Il tema delle riflessioni degli anni '30 è la crisi del concetto di rappresentazione che reggeva il "Tractatus" e il suo intrecciarsi con l'interrogazione fenomenologica inaugurata da Husserl. Nel '38 Wittgenstein abbandonò "The Big Typescript", considerandolo "insoddisfacente". Nessuna conclusione si può dunque trarre su di esso. Non è - va ricordato - un libro, e non ha un titolo: è forse questa, implicita (come spesso in Wittgenstein), la sua dichiarazione filosofica più forte
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti