![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 14 LUGLIO 2002 |
|
La
scoperta scientifica è come la circolazione dell'acqua attraverso il caffè
macinato, quando - come si usava in Francia fino a qualche tempo fa - si lascia
precipitare l'acqua bollente nella polvere di caffè contenuta in un filtro di
carta posto sopra la tazza. A un certo
punto, dopo un po' di tentativi senza esito, «un rivolo d'acqua si apre la via
attraverso tutto lo spessore del caffè».
Così Laurent Schwartz, il grande matematico francese scomparso la
settimana scorsa a 87 anni, amava ricordare le modalità della sua scoperta
della teoria delle distribuzioni, che nel 1950 gli era valsa la medaglia
Fields.
Quella
teoria costituisce un'estensione del calcolo differenziale e integrale che si è
rivelata strumento essenziale della fisica moderna, ponendo su basi rigorose e
astratte una serie di metodi di calcolo formale, come quelli inventati a suo
tempo da Heaviside e Dirac. Una percolazione straordinaria di idee che Schwartz
elabora negli ultimi anni di guerra, vivendo nella Francia occupata dai nazisti
- lui ebreo e trotzkista sotto falso nome e in quotidiano pericolo di vita.
Schwartz
presenta le sue idee in un lavoro del 1948 che «certamente sarà considerato
come un classico della matematica dei nostri tempi». Dirà Harald Bohr motivando
l'attribuzione a Schwartz della prestigiosa medaglia. Dopo un periodo all'Università di Nancy, Schwartz fu chiamato a
Parigi a insegnare alla Scuola Politecnica. Pur avendo lasciato il partito trotzkista nel 1947, si impegnò a fondo prima contro la guerra d'Algeria - per cui fu oggetto di attentati al plastico, fu sospeso dall'insegnamento nel 1960 per un periodo di tre anni e gli fu rapito il figlio che poi cadde preda di crisi depressivi fino al suicidio nel 1971 - e poi contro la guerra nel Víetnam e l'invasione sovietica dell'Afghanistan. Artefice della riforma dell'insegnamento secondario in Francia, membro dell'Academie des Sciences dal 1975, Schwartz aveva mantenuto fino alla fine il suo impegno anticolonialista e per i diritti dell'uomo.