Clonazione,
Antinori pronto a dicembre
Poi il ginecologo fa marcia indietro e nega
«Ma quale
clonazione, stiamo parlando di riprogrammazione genetica». Severino Antinori
fa marcia indietro e smentisce un'intervista rilasciata al quotidiano francese
"Liberation" nella quale aveva parlato di «dieci trasferimenti di
embrioni creati per clonazione e di aver ottenuto una gravidanza».
Insomma, secondo "Liberation", il ginecologo italiano avrebbe
annunciato la nascita del primo bebè clonato per dicembre. E se da un lato
Antinori smentisce il quotidiano francese, dall'altra "Liberation"
conferma la veridicità dell'intervista: «Il ginecologo», ha raccontato Corinne
Bensimon, la giornalista che ha raccolto l'intervista, «ha detto che ha
proposto a cinquanta coppie afflitte da infertilità maschile, un programma di
clonazione che preferisce chiamare "trasferimento di nucleo
somatico". Ha dichiarato che c'era una gravidanza alla 15esima settimana
al momento del colloquio, a inizio luglio, e che il feto aveva una buona
morfologia».
Ora però Antinori ci ripensa e dice: «Nessun baby-clone. Il piccolo che nascerà
a dicembre sarà frutto della riprogrammazione genetica. Sono un ricercatore
serio e so quello che ho detto: non ho mai parlato di cloni. Il piccolo non è
figlio di italiani e non verrà alla luce in Italia. La sua nascita fa parte di
un progetto che vede impegnata un'equipe di 30-40 persone, di cui io sono solo
uno dei coordinatori scientifici».
Il ginecologo afferma che si tratta di riprogrammazione genetica, in cui, «a
differenza della clonazione, si usano due cellule e non una sola. Risultato, si
forma un embrione che non ha solo il Dna del padre ma anche quello della
madre». Antinori prende inoltre le distanze dalla setta dei Raeliani che
proprio un paio di giorni fa aveva annunciato l'arrivo di 20 bimbi fotocopia.
«La riprogrammazione genetica», conclude Antinori, «sarà il futuro per questo
settore. Ma quando si aggiungono notizie false a quanto c'è di vero, scatta la
paura del mostro. Ora vogliamo silenzio e risponderemo solo in sede
scientifica». |