RASSEGNA STAMPA

5 MAGGIO 2002
editoriale
Einstein spiega al ciabattino l´abc della cultura scientifica

In Einstein e il ciabattino di Pietro Greco trovano espressione due progetti lodevoli e, nelle intenzioni, complementari. Entrambi gettano una luce significativa sullo stato della comunicazione scientifica in Italia e proprio in questa luce vedono infine naufragare la propria complementarità. Ma andiamo con ordine. Il primo progetto è quello di "sfatare un mito, secondo cui la scienza non sarebbe cultura. Cultura vera. E la conoscenza scientifica non sarebbe vera conoscenza. Conoscenza profonda". Greco, giornalista scientifico già autore di numerosi testi sull´argomento, si ribella a un´immagine troppo tecnica e specialistica della scienza e insiste che quest´ultima ha "informato di sé la percezione che noi abbiamo di noi stessi e dell´universo che ci circonda", che anzi "si è rivelata di gran lunga il fattore principale di sviluppo del pensiero filosofico". Quindi scende in campo e procede a dimostrare concretamente le sue tesi, articolando con notevole dottrina e grande chiarezza espositiva temi come la complessità e l´evoluzione, la meccanica quantistica e l´intelligenza artificiale. Portandone alla luce lo sviluppo storico e le implicazioni più generali. E non disdegnando di prendere posizioni decise su temi controversi, come quando dichiara che non esistono razze umane o ridimensiona le ambizioni dei teorici del caos. È uno sforzo esemplare. Nella generale confusione di un "dibattito" pubblico su usi e abusi della scienza in cui scienziati, politici e ideologi vari scelgono perlopiù di esprimersi con slogan degni di un cartellone pubblicitario, quella di Greco, non a caso vicedirettore di un Master in comunicazione della scienza a Trieste, è una delle rare voci sensate e ragionevoli. Le numerose informazioni presentate e sapientemente organizzate nella sua prosa limpida e piana permetteranno ai lettori di partecipare alla discussione con maggior cognizione di causa e quindi di elevarne il tono. Il secondo progetto riguarda il genere letterario in cui Greco ha formulato questo suo lavoro. Lasciando da parte il tradizionale saggio, ha optato per un dizionario, e l´idea è suggestiva. Nell´era di Internet, non ha più molto senso proporre le classiche, poderose enciclopedie dei tempi andati, delle quali comunque ho sempre poco apprezzato le pretese di neutralità e definitività. Ma una mappa concettuale costruita intorno a un´idea forte (riassunta in questo caso dall´affermazione di Einstein: "La filosofia senza la scienza è vuota. La scienza senza la filosofia è arida"), un agile glossario per orientarsi, guidati da un ben preciso punto di vista, nel labirinto delle antiche e recenti invenzioni e scoperte, sarebbe uno strumento di preziosa utilità. Tale strumento, però, non potrebbe essere costruito oggi che da un gruppo di persone dotate di molteplici competenze. Il panorama scientifico è troppo vasto perché un singolo autore possa offrirne un quadro rappresentativo. Greco sa molto di fisica e soprattutto di biologia; le sue voci in questi campi sono ammirevoli per accuratezza e profondità. Altrove si vede che sta supplendo con la buona volontà ai limiti della sua preparazione: risulta strano che a "linguaggio" o a "logica" si dedichino un paio di pagine in confronto con le 34 pagine di "evoluzione biologica". E talvolta ci scappa anche l´imprecisione: la tesi di Church, per esempio, non è stata "dimostrata", si tratta di una pura e semplice congettura che non potrebbe neanche essere dimostrata. Né il problema viene risolto denominando il dizionario "asimmetrico" e ammettendo che esso "si sofferma di più su alcuni concetti, meno su altri". Così facendo, anzi, lo si cristallizza, e sorge inevitabile la domanda: "Perché, allora, un dizionario?". Ho detto all´inizio che, nel bene e nel male, il libro di Greco è un sintomo importante della situazione culturale italiana. In particolare, la sua mancanza di equilibrio suggerisce che i gruppi sinergici e omogenei che possano produrre un glossario esauriente probabilmente non esistono. E i tentativi di individui isolati, per quanto condotti con rigorosa onestà intellettuale e straordinario impegno, non possono far altro che indicare la lunga strada che rimane da percorrere.
inizio pagina
vedi anche
Cultura-Impresa scientifica