RASSEGNA STAMPA

15 APRILE 2002
ROMEO BASSOLI
Tre sassolini nel computer. Fermeranno il suo cammino

Quantico, a Dna con microchip nel cervello: il futuro è di questa invenzione rivoluzionaria. Ma in un convegno organizzato da TuttiMedia sono emersi alcuni ostacoli alla sua espansione

Lunga vita al computer.  Sarà quanti­co, a base di DNA, innestato nella mente dell'uomo.  Tutto quello che riuscirete a pensare e anche di più.  Ma la sua espansione infinita, la sua diffusione pervasiva, potrebbe essere stoppata da tre sassolini che si nascondono sotto la corazza lucente dell'invenzione dell'ultimo quarto di secolo.

A parlarne ad un pubblico di informati­ci e comunicatori è Pierluigi Ridolfi, una vecchia volpe dell'informatica, per oltre trent'anni direttore della ricerca IBM in Ita­lia. Lo ha fatto al convegno organizzato dall'Osservatorio TuttiMedia a Roma su «Computer. Vita, morte e trasfigurazione».

Il presidente dell'Osservatorio, Giovanni Giovannini, ha messo insieme a discutere esperti di Information Technology (oltre a Ridolfi, Andreina Mannelli, Giulio Malte­se, Mauro Gatti e Ernesto Hoffman) e un fisico che ha scelto la neurobiologia come disciplina d'elezione e la divulgazione come hobby di successo: Edoardo Boncinelli.

Dunque, i tre sassolini.  Ridolfi li ha chiamati per nome: sono l'Energia, l'Elettrosmog e l'indirizzamento.

L'energia è semplicemente troppa: in prospettiva il fabbisogno di un parco com­puter che cresca ancora un po' rispetto all'attuale potrebbe portarsi via il 5 per cento di tutta l'energia elettrica consumata nel mondo. E' vero, più computer potrebbe vo­ler dire meno spostamenti fisici, quindi ri­sparmio energetico.  Ma - osserva il vostro cronista - noi abbiamo assistito in questi anni ad una crescita esponenziale della diffusione dei computer, ma anche di quella dei viaggi con qualsiasi mezzo e del consu­mo di carta.  Due comportamenti che avreb­bero dovuto crollare nelle statistiche, inve­ce...

L'elettrosmog, l'inquinamento elettromnagnetico, dovrebbe crescere con la diffu­sione di queste macchine. E', dice Ridolfi, «un fenomeno molto studiato, ma ancora privo di una consolidata dottrina.  Ce la farà il nostro DNA a resistere?».  Il dubbio è legittimo, anche se per ora gli studi assolvo­no l'intensità di questi campi magnetici.

Il terzo punto, quello più tecnico.  L'in­dirizzamento.  Sentiamolo dalle parole di Ridolfi: «Un computer può vivere di vita indipendente, oppure collegarsi alla rete. In questo caso ha bisogno di un indiriz­zo. Nella codifica attuale, che prevede 32 bit per l'indirizzo, è consentito un massimo

di 4 miliardi di posizioni, delle quali 800 milioni già occupati. Andando avanti di questo passo si giungerà preso alla satura­zione dei numeri.  Si sta lavorando a un nuovo schema di indirizzamento, basato su 128 bit, che porterebbe il numero totale di indirizzi a molti miliardi per ogni abitante della Terra». Il problema è che bisogna tro­vare una soluzione per passare da un indirizzamento con 32 bit attuale a quello con 128 bit del futuro.  Farlo ora significherebbe fermare tutta la rete per un tempo indeter­minato.  Impossibile.

Certo, questi sassolini si mettono in mezzo ad un ingranaggio che sembra alla vigilia di nuove, sconvolgenti rivoluzioni.  A cominciare da quella sigla, Grid, che sta a significare un nuovo, straordinario modo di creare delle comunità informatiche che si scambiano dati per quel tanto che è necessario, avendo sistemi operativi, posizioni geografiche e materiali anche distanti tra loro.  Poi c'è il futuro-futuro, compu­ter che utilizzano le leggi delle fisica quantistica o il Dna come meccanismo di base. O il chip nel cervello che permette di far fun­zionare, con le onde elettriche della mente che interagiscono con i comandi di micro­computer, gli elettrodomestici di casa senza alzare un dito, semplicemente pensandolo.

Dunque, lunga vita al computer, ricor­dando, a proposito di sassolini, che la sua diffusione deve scontare oggi anche quello che l'UNDP, il programma delle Nazioni unite per lo sviluppo, ricordava nel suo ultimo rapporto: il 79% degli utenti di In­ternet risiede nei paesi dell'Ocse, mentre quasi due miliardi di persone, un terzo del­la popolazione mondiale, non ha l'elettrici­tà.
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