![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 MARZO 2002 |
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La rivista «Science» chiede al ministro
della salute se è vero che ci sarà un taglio di fondi in questo settore. La risposta, arrivata con ritardo, non è
rassicurante: i finanziamenti sicuri sono pochissimi
La politica di tagli ai finanziamenti
destinati aria ricerca scientifica rischia di fare una vittima illustre: il Programma
nazionale di ricerca sull'AIDS. Lo stanziamento
dei fondi destinati alle 273 unità di ricerca esterne all'Istituto Superiore di
Sanità è infatti rimandato a data da destinarsi. La conferma ai timori che i
ricercatori avevano espresso nelle settimane scorse arriva con una lettera che
il Ministero della salute ha inviato alla rivista statunitense Science.
In
seguito alle voci di possibili riduzioni dei fondi per la ricerca sull'AIDS, alla
fine di gennaio, i responsabili delle unità di ricerca finanziate dal progetto
nazionale avevano chiesto in una lettera aperta a Sirchia «una definitiva e
ufficiale conferma del proposito di mantenere in vita e, possibilmente, rilanciare
il programma nazionale di ricerca su AIDS/HIV». Ma il ministero non aveva risposto, e in poche settimane il malumore
degli scienziati italiani ha varcato i confini nazionali.
L'otto marzo Science ha pubblicata un articolo che
descrive la situazione della ricerca sull'AIDS in Italia. Il Governo Berlusconi,
si legge, «deve ancora stanziare i fondi per il programma nazionale di ricerca
nel budget del 2002. E a peggiorare la situazione
c'è il fatto che una serie di ritardi non ha permesso alla maggior parte dei
ricercatori di ricevere i fondi loro destinati per il 2001».
Prima
di andare in stampa, la rivista ha chiesto a più riprese al ministro di
replicare alle affermazioni degli scienziati.
Ma, prosegue Science, «Sirchia e Fini non hanno risposto alle ripetute
nostre richieste di commentare la vicenda».
Alla fine, con parecchi giorni di ritardo, una risposta è comunque
arrivata. I redattori della rivista
statunitense l'hanno ricevuta senza firma.
E in italiano.
Il
contenuto è tutt'altro che rassicurante per i laboratori che ricevono fondi
dal Programma nazionale e che non sono interni all'Istituto Superiore di
Sanità. Il ministero scrive: «Nel 2001
sono stati varati progetti intramurali (interni all'ISS, N.d.A) che coinvolgono
43 unità di ricerca e a cui sono stati destinati circa 12 miliardi di lire
(oltre 6 milioni di curo). E' in corso
da parte dell'ISS il rifinanziamento degli stessi progetti». Nella sostanza, quindi, i progetti interni all'istituto
saranno rifinanziati. E se tutto andrà come lo scorso anno, con in media 500
milioni a testa, i laboratori più ricchi saranno ancora i 7 che studiano il
vaccino, progetto di cui è responsabile Barbara Ensofi, sulle cui possibilità
di successo diversi scienziati sono scettici.
I 273
laboratori esterni all'ISS dovranno invece raschiare il fondo del barile. Già l'anno scorso, il finanziamento aveva
previsto per ciascuna unità esterna una cifra «quattro volte inferiore
rispetto a quella percepita in media dai laboratori interni all' ISS»5 osserva
Guido Poli, direttore dell'Unità di immunopatogenesi sull'AIDS del DIBIT San
Raffaele di Milano. Di quei fondi però
la maggior parte dei ricercatori non ha ancora visto un soldo. E c'è il rischio che quest'anno il programma
non venga neppure attivato, se è vero che il progetto è «in fase avanzata di
valutazione», come scrive il Ministero senza però precisare quando e in che
modo lo stanziamento dei fondi sarà deciso.
Da quando il programma ha preso il via, 15 anni fa, i ricercatori italiani hanno pubblicato circa 9.600 studi su riviste scientifiche internazionali, Per Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Disease di Bethesda, il taglio ai fondi destinati ai laboratori italiani «sarebbe una perdita significativa per la ricerca mondiale sull'HIV».