| "Il
secolo XXI sarà religioso o non sarà", aveva scritto Malraux, spirito
tutt´altro che bigotto, negli anni più bui del `900. E da questa frase parte il
filosofo cattolico Vittorio Possenti, per una indagine sulla religione e le
sue prospettive, che Mondadori pubblica sotto il titolo Il monoteismo. Malraux
non pensava, veramente, che quel "religioso" sarebbe finito nei nuovi
fondamentalismi, con le loro guerre, e nella "New Age", con le sue
approssimazioni. Possenti, in tempi tanto diversi, recupera il vaticinio dello
scrittore francese, sorvolando sulle non previste derive. E alla domanda se il
nostro secolo sarà religioso o non sarà, sembra non avere dubbi: sarà.
"Finite le pseudoreligioni politiche" (leggi, il comunismo), "il
famigerato assunto della "morte di Dio" retrocede nel passato".
Per oltre un secolo il pensiero moderno aveva cercato di confinare il religioso
all´interno delle coscienze; di farlo sparire dalla società. Senza riuscirci.
Oggi, mentre il processo di secolarizzazione è giunto al capolinea,
assisteremmo a "un ritorno delle grandi religioni mondiali nella vita
civile e pubblica". E riaffiora contro l´"ateismo debole", il
bisogno di aggrapparsi a verità certe. Ma le cose stanno proprio così? Andiamo
avanti nella lettura del libro, dove intervengono filosofi, teologi, uomini di
scienza, e non ne siamo più tanto sicuri. Quel "ritorno alla vita pubblica",
che riporta il confronto fra l´uomo e Dio dalla chiesa alla piazza rischia
anche di riportarlo dall´umiltà della preghiera alla superbia del potere. La
presunzione di essere i soli depositari del vero finisce per tradursi in
sopraffazione dell´altro. Mentre la verità, ci ammonisce Bruno Forte, teologo
di punta, è nella "povertà di chi ascolta", non nel "possesso di
chi vede". E poi, è vero che siamo di fronte a una rinascita religiosa? Lo
stesso cardinale Ratzinger si mantiene cauto, almeno per l´Europa: dove
"l´opposizione più forte al cristianesimo viene dalla filosofia
postcristiana". Più pessimista, l´antropologo René Girard constata che
oggi "assistiamo a una vera e propria espulsione del religioso, ormai
messo al bando da tutte le manifestazioni capaci di coinvolgere la società nel
suo insieme". Ahimè, per lo studioso francese, che ricorda come la Chiesa
sia rimasta l´unico baluardo a difendere l´uomo contro certe aberrazioni dello
scientismo moderno. Paradossalmente, il solo a ricordare che la religione avrà
sempre un futuro è - da agnostico - Norberto Bobbio. "L´esperienza
religiosa nasce dalle sofferenze dell´uomo che nessun progresso tecnico potrà
mai eliminare". Bobbio parla da laico e con fermezza laica risponde alle
domande dell´autore cattolico. Ma Vittorio Possenti, in coda alle risposte
ricevute un anno fa dal suo interlocutore, appone un codicillo, in cui racconta
una visita successiva al filosofo, dopo la morte della moglie. E registra
alcune frasi del maestro, che dalla solitudine in cui si è arroccato ricorda la
sua indimenticabile compagna. "Attraverso Valeria ho capito che cosa è la
morte, e che cosa è l´amore". "Lei è presente, è qui nel mio petto.
Continua ad amarmi". Le ultime parole sono decisive, danno un senso a
tutto il libro. "Ho imparato che l´amore è più forte della morte". |