RASSEGNA STAMPA

20 MARZO 2002
GIORGIO CALCAGNO
"Il secolo XXI sarà religioso o non sarà", aveva scritto Malraux, spirito tutt´altro che bigotto, negli anni più bui del `900. E da questa frase parte il filosofo cattolico Vittorio Possenti, per una indagine sulla religione e le sue prospettive, che Mondadori pubblica sotto il titolo Il monoteismo. Malraux non pensava, veramente, che quel "religioso" sarebbe finito nei nuovi fondamentalismi, con le loro guerre, e nella "New Age", con le sue approssimazioni. Possenti, in tempi tanto diversi, recupera il vaticinio dello scrittore francese, sorvolando sulle non previste derive. E alla domanda se il nostro secolo sarà religioso o non sarà, sembra non avere dubbi: sarà. "Finite le pseudoreligioni politiche" (leggi, il comunismo), "il famigerato assunto della "morte di Dio" retrocede nel passato". Per oltre un secolo il pensiero moderno aveva cercato di confinare il religioso all´interno delle coscienze; di farlo sparire dalla società. Senza riuscirci. Oggi, mentre il processo di secolarizzazione è giunto al capolinea, assisteremmo a "un ritorno delle grandi religioni mondiali nella vita civile e pubblica". E riaffiora contro l´"ateismo debole", il bisogno di aggrapparsi a verità certe. Ma le cose stanno proprio così? Andiamo avanti nella lettura del libro, dove intervengono filosofi, teologi, uomini di scienza, e non ne siamo più tanto sicuri. Quel "ritorno alla vita pubblica", che riporta il confronto fra l´uomo e Dio dalla chiesa alla piazza rischia anche di riportarlo dall´umiltà della preghiera alla superbia del potere. La presunzione di essere i soli depositari del vero finisce per tradursi in sopraffazione dell´altro. Mentre la verità, ci ammonisce Bruno Forte, teologo di punta, è nella "povertà di chi ascolta", non nel "possesso di chi vede". E poi, è vero che siamo di fronte a una rinascita religiosa? Lo stesso cardinale Ratzinger si mantiene cauto, almeno per l´Europa: dove "l´opposizione più forte al cristianesimo viene dalla filosofia postcristiana". Più pessimista, l´antropologo René Girard constata che oggi "assistiamo a una vera e propria espulsione del religioso, ormai messo al bando da tutte le manifestazioni capaci di coinvolgere la società nel suo insieme". Ahimè, per lo studioso francese, che ricorda come la Chiesa sia rimasta l´unico baluardo a difendere l´uomo contro certe aberrazioni dello scientismo moderno. Paradossalmente, il solo a ricordare che la religione avrà sempre un futuro è - da agnostico - Norberto Bobbio. "L´esperienza religiosa nasce dalle sofferenze dell´uomo che nessun progresso tecnico potrà mai eliminare". Bobbio parla da laico e con fermezza laica risponde alle domande dell´autore cattolico. Ma Vittorio Possenti, in coda alle risposte ricevute un anno fa dal suo interlocutore, appone un codicillo, in cui racconta una visita successiva al filosofo, dopo la morte della moglie. E registra alcune frasi del maestro, che dalla solitudine in cui si è arroccato ricorda la sua indimenticabile compagna. "Attraverso Valeria ho capito che cosa è la morte, e che cosa è l´amore". "Lei è presente, è qui nel mio petto. Continua ad amarmi". Le ultime parole sono decisive, danno un senso a tutto il libro. "Ho imparato che l´amore è più forte della morte".
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