![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 FEBBRAIO 2002 |
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Sul diritto
alla vita dell'embrione il Papa ha ragione, e il governo in carica è
tendenzialmente d'accordo col parere espresso nel 1966 dal Comitato nazionale
di bioetica secondo il quale "l'embrione va considerato come
soggetto". Queste le affermazioni più rilevanti di un'intervista
rilasciata dal ministro alla Sanità Girolamo Sirchia in un'intervista
pubblicata ieri da Le Figaro.
Nell'intervista
Sirchia ricorda il parere già espresso dal Comitato, sottolineando però che
questo non ha alcun potere legislativo, e che un dibattito sul tema è aperto
alla Camera dei deputati. Quanto alla maggioranza al governo, dichiara il
ministro, non ha fatto alcuna proposta formale, "ma tendenzialmente
sarebbe portata a seguire l'indicazione del Comitato. In altre parole, a
riconoscere all'embrione lo statuto di soggetto giuridico. Cioè a affermare il
suo diritto fondamentale alla vita e alla salute".
Un'affermazione,
questa, carica di conseguenze sul piano giuridico. Alla domanda del
giornalista, se ritiene che questo riconoscimento comporterebbe la modifica
dell'attuale legge 194, Sirchia risponde che "un cambiamento non sarebbe
automatico. Esiste su questo punto un'ampia diversità di vedute. Spetta al
Parlamento decidere, ma la legge non dovrebbe essere modificata nella fase
attuale. Tuttavia, se il Parlamento si pronunciasse a favore del diritto
dell'embrione alla vita, è chiaro che darebbe un segnale molto forte, in
contraddizione con l'aborto. Questo porterebbe a limitare fortemente
l'orientamento liberale che ha prevalso fino ad oggi".
E come si concilierà il diritto delle donne all'aborto con il diritto dell'embrione alla vita? "È chiaro - risponde il ministro - che se l'embrione diventa un soggetto giuridico, la libertà delle donne finisce là dove inizia il diritto del concepito. Riconoscere il diritto alla vita dell'embrione costituisce una forte limitazione del diritto della donna all'aborto". L'appello del Papa circa i diritti dell'embrione è secondo lei un'ingerenza nelle prerogative dello Stato italiano? domanda ancora Figaro. Risposta: "Assolutamente no. La Chiesa ha il diritto di esprimere i suoi valori e di invitare la società a rispettarli. Il Papa si augura che il diritto alla vita sia garantito in tutto il mondo. E' difficile non essere d'accordo con lui".