RASSEGNA STAMPA

6 FEBBRAIO 2002
editoriale
Un hardware per il pensiero

Si è tenuto a Sassari nei giorni scorsi il convegno su "Mente e cervello nell'era del computer"

Da Cartesio a oggi l'indagine su un rapporto sfuggente/Due giornate di lavori e di dibattito aperte dalle relazioni di Paolo Salucci ed Elisabetta Gola

Si è concluso nei giorni scorsi il convegno su "Mente e cervello nell'era del computer", organizzato dall'Associazione sassarese di filosofia e Scienza col contributo della Fondazione Banco di Sardegna.

Durante le due giornate di lavori, le discussioni sono state coordinate dai professori Antonello Malavasi e Gianfranco Nuvoli dell'Università di Sassari.

Di particolare attualità le relazioni dei professori Marco Salucci (Università di Firenze) ed Elisabetta Gola (Università di Cagliari) "Il problema mente/corpo da Cartesio ai giorni nostri: alcune posizioni esemplari" e "Intelligenza naturale, intelligenza artificale, creatività".

Salucci, assumendo a spartiacque Cartesio, ha ripercorso, con un'analisi acuta e significativa, le tappe filosifico-scientifiche che hanno segnato l'evoluzione, il cambiamento, la ridefinizione del rapporto mente/corpo dell'antichità ai giorni nostri. Ridefinizione che ha interessato gli stessi concetti fondanti del problema, da quello di anima come forza e funzione vitale dei primi pensatori, a quelli di vita e pensiero come processo propri delle più recenti scienze cognitive. Insomma, parafrasando il relatore, si è passati dalla "metafora dell'orologio e quella del computer".

Gli stati mentali, e in particolare la coscienza, sono riducibili a stati cerebrali? Questa la scommessa accolta dai relatori del convegno, questo il complesso quesito al quale Salucci ha risposto attraverso un intreccio sapiente di teorie filosofiche, fisiche, neuro-scientifiche e con un attento esame dei più noti e recenti argomenti antiriduzionisti. In sostanza, "non abbiamo prove per sostenere la riducibilità degli stati mentali a stati cerebrali, ma nessuno degli argomenti antiriduzionisti elaborati ieri e oggi è conclusivo. La soluzione del problema mente/corpo deve essere affidata alla ricerca scientifica".

Dunque il discorso è aperto, senza nulla concedere all'illusione che è pur sempre figlia del riduzionismo storico.

Elisabetta Gola, con una ricchezza di informazioni da cui anche l'ascoltatore specialista non può non aver tratto profitto, e ben consapevole che la mente non è computer, si è proposta di "dimostrare che certi eventi mentali sono riproducibili da corpi fisici" e ha precisato che la stessa "metafora del calcolatore" non sta a significare che la mente è macchina, ma piuttosto essa "serve per fondare una teoria scientifica".

Corpi fisici possono produrre processi mentali? Le macchine sono intelligenti? Si può parlare di creatività del computer?

Nel rispondere a queste domande la relatrice ha fatto riferimento a teorie che si collocano al confine tra filosofia, logica, psicolinguistica, robotica, cibernetica e descrivendo processi e strategie propri delle correnti e delle scuole che oggi dominano il campo della complessità cognitiva.

Dalla causazione dei processi fisici del funzionalismo, quindi, al sistema analogico del connessionismo, dal modello cibernetico alla filosofia degli automi di Cordeschi, alle "grammatiche" di Chomsky fino alle recentissime teorie sull'intelligenza di Minsky e Hofstadter.

Allo stato attuale, secondo la Gola, non è possibile sostenere che "le menti sono macchine, ma si può dire che le macchine, se programmate in un certo modo, possono essere incluse nell'idea di mente". Scienza e tempo, ha detto la Gola, potranno aver ragione di quei pregiudizi che si frappongono tra uomo e macchina e ha voluto concludere con una frase piuttosto significativa di Atlan: "Credo che ciò che ci spinge a porre una barriera fra gli uomini e il resto del mondo, in maniera arbitraria, sia dato dall'esperienza immediata che noi abbiamo di una pelle, di un corpo di parole. E' un'esperienza prescientifica e post-scientifica (...) è per una preoccupazione di ordine etico e comportamentale che noi collochiamo intenzioni, progetti, creatività, responsabilità e libertà all'interno di una pelle che circonda un corpo che in qualche misura ci somiglia".
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Scienze Cognitive