![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 FEBBRAIO 2002 |
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Sarebbe
impossibile non solo l'aborto, ma anche la fecondazione assistita. E le donne che fumano in gravidanza!
«La destra di governo prepara
una nuova legge sulla fecondazione assistita, ma in realtà ha un obiettivo da
perseguire: abolire la 194, la legge sull'aborto». Marida Bolognesi, ds, ha questo timore. Lei, che nella scorsa legislatura era la
relatrice della legge sulla fecondazione assistita, oggi lancia l'allarme in
veste di componente della Commissione affari sociali della Camera che sta lavorando
al provvedimento in questione. «Vogliono ripartire dal testo approvato dalla
Camera nel 2000, il testo dello scontro - spiega la parlamentare diessina -Quel
provvedimento, che poi fu affondato al Senato, sanciva l'adottabilità
dell'embrione congelato, che è una forma indiretta di riconoscimento giuridico
dell'embrione. Ecco come faranno il
scuro alla 194». Sulla stessa lunghezza
d'onda anche Maura Cossutta dei Comunisti italiani. Mentre Margherita Boniver, sottosegretario agli esteri,
replica cosi al monito del Papa: «Con la richiesta della tutela giuridica
dell'embrione si vuole in realtà cancellare una legge dello Stato
sull'interruzione volontaria della gravidanza, sancita da un referendum popolare,
utilissima contro la piaga dell'aborto clandestino».
La Commissione affari sociali
ha da poco cominciato ad occuparsi della materia. La relatrice del nuovo testo di legge è un medico radiologo del
Ccd, Dorina Bianchi. Al vaglio ci
sono dieci proposte di legge, da Maura Cossutta (Comunisti italiani) ad Alessandra
Mussolini di An. La nuova legge è
già stata calendarizzata per l'aula della Camera per il 18 marzo prossimo. E sia Dorina Bianchi (in un'intervista sul
«Giornale») sia Giuseppe Palombo, il presidente della Commissione, si sono detti
d'accordo con il monito del Papa: il rispetto dell'embrione. All'articolo uno
si prevede di tutelare i diritti del concepito. Tant'è che Palumbo ieri ha precisato: «Gli stessi principi della
vecchia legge verranno ribaditi in questa. «Chiuderemo la discussione entro
due settimane ha poi assicurato - dopo aver redatto un testo unificato». Mentre Bianchi nell'intervista ha anticipato:
«Diremo no alla fecondazione eterologa, quella effettuata con il seme di un
donatore alla coppia, e al congelamento degli embrioni. Daremo il via
all'adottabilità di quelli già esistenti.
I single non potranno accedere alla riproduzione assistita. Nè donne, nè uomini. Sì, alla fecondazione omologa, ovvero
interna alla coppia, sposata o convivente».
Marida Bolognesi non ci sta.
E l'ha fatto subito presente in Commissione. «E' un segnale di rottura partire
dal testo approvato dalla Camera nella XIII legislatura: conteneva molti
punti estremamente controversi, per le tecniche consentite e per
l'adattabilità dell'embrione». Insomma,
era testo invasivo. Quindi rilancia
«Sarebbe opportuno - ha spiegato - non ripetere gli stessi ed evitare
scontri ideologici tra
maggioranza. Meglio elaborare un testo
più stringato, che non affronti - come il testo nella scorsa legislatura, gli
argomenti più vari, invadendo la sfera delle libertà individuali. Perché in
ballo - ha ribadito Bolognesi - c'è proprio il tema dei diritti civili e delle
libertà delle persone, rispetto al quale occorre capire qual è il confine
sulla soglia del quale il legislatore si deve fermare, fermo restando il
diritto del bambino a nascere in salute, al riconoscimento giuridico e ad
avere un padre e una madre».
Ecco una piccola sintesi delle peripezie del disegno di legge sulla fecondazione assistita nella scorsa legislatura. La Commissione, dopo due anni di lavoro, presenta un testo di «alta» mediazione politica votato dalla commissione Affari sociali all'unanimità. Con all'articolo 4 la fecondazione eterologa. Poi il 3 febbraio del 1999, l'aula di Montecitorio boccia la procreazione assistita eterologa con un emendamento del leghista Alessandro Cè. A votare per il divieto della fecondazione eterologa furono Lega Nord, Polo (con alcuni dissidenti dentro Forza Italia), Ppi, Cristiano-sociali, Udr, minoranze linguistiche e da alcuni esponenti del gruppo Misto, come Irene Pivetti, e alcuni esponenti cattolici diessini. La maggioranza si spacca, la relatrice Bolognesi si dimette. Poi: voto segreto su 13 articoli del testo e l'approvazione del testo alla Camera con i voti dei cattolici del centrosinistra, del centro-destra e della Lega Nord. Il provvedimento passa al Senato, un migliaio di emendamenti. Comincia la discussione in aula di Palazzo Madama ma si fa di tutto per allungare i tempi dell'approvazione.