![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 4 FEBBRAIO 2002 |
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Il Papa: la scienza ha dimostrato che fin dall´inizio è un
individuo
Dopo il divorzio, il riconoscimento giuridico dell´embrione: Giovanni Paolo II apre un altro fronte nella complessa battaglia che si gioca, a livello di chiesa e società, per definire i nuovi confini della bioetica, e reclama che all´embrione umano venga riconosciuta la dignità di persona. Una richiesta avanzata ieri, in occasione della domenica in cui la Chiesa italiana celebra la "Giornata della Vita", ma destinata a deflagrare nel momento in cui si discuterà in Parlamento sulla fecondazione artificiale, o assistita. E´ un appuntamento a cui la Conferenza Episcopale guarda con particolare attenzione: solo qualche giorno fa il Segretario generale della CEI, monsignor Giuseppe Betori osservava che in tema della bioetica il presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini, "ha detto cose che di solito si esime dal dire, chiedendo che il tema venga urgentemente proposto al Parlamento". Un interesse che non è solo italiano, o europeo. E´ di pochi giorni fa la notizia secondo cui l´amministrazione Bush ha deciso di considerare ogni feto "un bambino ancora non nato", e di coprirlo con un ombrello sanitario. "La protezione della salute di chi non è ancora nato è un dovere morale e civile", ha commentato il Ministro della Sanità Usa, Thomas Thompson. Parole che Giovanni Paolo II approverebbe certamente. Ieri alla preghiera dell´Angelus ha ricordato che il tema proposto dai vescovi italiani per la "Giornata" era: "Riconoscere la vita". Ha commentato: "Riconoscere significa garantire ad ogni essere umano il diritto a svilupparsi secondo la proprie potenzialità, assicurandone l'inviolabilità dal concepimento alla morte naturale. Nessuno è padrone della vita; nessuno ha il diritto di manipolare, opprimere o addirittura togliere la vita, né quella altrui né la propria". L´accenno alla "morte naturale" riguarda l´entrata in vigore, in Olanda, da qualche settimana, di una legge che permette in sostanza l´eutanasia. L´ipotesi che dall´Olanda si diffondano in altri paesi europei e in Italia provvedimenti analoghi suscita allarme in Vaticano. "Riconoscere il valore della vita comporta coerenti applicazioni sotto il profilo giuridico, specialmente a tutela degli esseri umani che non sono in grado di difendersi da soli, quali i nascituri, i disabili psichici, i malati più gravi o terminali", ha aggiunto il Papa, ricordando poi che il termine "martiri" usato, ad esempio, per definire - da parte dei fondamentalisti islamici - i protagonisti di attacchi suicidi, non ha senso. L´uomo non può disporre della vita di un altro uomo, e "tanto meno può farlo in nome di Dio, il quale è l'unico Signore e il più sincero amante della vita. I martiri stessi non si tolgono la vita, ma, per rimanere fedeli a Dio e ai suoi comandamenti, accettano di venire uccisi". Infine, la richiesta concreta: "Riguardo, in particolare, all'embrione umano, - ha detto Giovanni Paolo II - la scienza ha ormai dimostrato che si tratta di un individuo umano che possiede fin dalla fecondazione la propria identità. E' pertanto logicamente esigibile che tale identità venga anche giuridicamente riconosciuta, anzitutto nel suo fondamentale diritto alla vita, come domanda con apprezzabile iniziativa il "Movimento per la Vita" italiano". Più tardi il Papa ringrazierà "alcuni Professori universitari che, in questi giorni, presso l'Università di Roma "La Sapienza", hanno approfondito il tema "L´embrione come paziente", raccogliendo in una "dichiarazione" le conclusioni a cui sono giunti circa la dignità dell'essere umano già nella prima fase della sua esistenza". La dichiarazione si apre con una frase destinata a avere ripercussioni notevoli: "Il progresso delle tecnologie ultrasonografiche, della psicologia prenatale e del braccio terapeutico, ha aperto una grande finestra sulla vita prenatale, confermando l´evidenza che l´embrione/feto è un vero e proprio soggetto". Gli stessi docenti hanno lanciato l´idea di un congresso continentale sul tema, in vista della "Convenzione" per la costituzione europea.