RASSEGNA STAMPA

3 FEBBRAIO 2002
SEBASTIANO MAFFETTONE
Uno sguardo al diritto degli altri

Un convegno a Roma sui presupposti di una globalizzazione a misura d'uomo

«Il fondamento filosofico dei diritti umani» è il tito­lo della giornata di studio che si terrà martedì 5 feb­braio a Roma (villa Mirafiori, via Carlo Fea 2).  Anticipiamo un estratto della relazione di Sebastiano Maffettone, che ci fornisce un. inquadramento bibliografico ai temi dell'incontro.

Le parole che aprono il Rapporto, intitolato We the Peoples, con cui il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, si rivolse ai capi di stato, convenuti nella sede dell'Assemblea Generale per il «Millennium Round», in occasione della fi­ne del secondo millennio e dell'inizio del terzo, offrono una visione d'insieme non so­lo ufficiale ma tutto sommato equilibrata della globalizzazio­ne: «C'è molto da esserne con­tenti. Molte persone oggi han­no un'aspettativa di vita mag­giore di quella dei loro genito­ri, per non parlare di quella dei loro antenati, Sono anche meglio nutrite, la loro salute è migliore, come lo è l'istruzio­ne, e nel complesso le prospet­tive economiche per il futuro appaiono favorevoli.  Ma ci so­no anche tante cose da deplora­re e correggere.  Il secolo appe­na finito è stato diramato da permanenti conflitti.  Miseria oppressiva e clamorosa inegua­glianza persistono all'interno delle nazioni e tra le nazioni anche in presenza di una ric­chezza complessiva mai prima raggiunta.  Malanni, vecchi e nuovi, minacciano dolorosamente il progresso.  Le risorse naturali, da cui la nostra spe­cie dipende per la sua stessa sopravvivenza, sono state se­riamente degradate o addirittura distrutte nel corso delle no­stre attività quotidiane».

Il discorso sulla globalizza­zione pone - se seguiamo Ko­fi Annan - notevoli responsa­bilità etico-politiche ai popoli più ricchi.  L'analisi teorica di queste responsabilità è divenu­ta comune in Italia, negli ultimi tempi, con furia e ritardo culturale assieme, fatta salva qualche singola ma significati­va eccezione, tra cui segnalia­mo, per la notevole qualità dell'indagine, i libri Democrazia tra le nazioni di Luigi Bonanate (Bruno Mondadori) e Il volto del nemico (Guerini e associati) di Roberto Toscano, nonché l'oramai ben noto, e pregevole, Empire di Antonio Negri  e Michael Hardt, che ora esce in edizione italiana (Rizzoli), tradotto dall'originale in inglese, ma che tuttavia per varie ragioni non si può dire appartenga compiutamente alla nostra tradizione.  Il li­bro di Bonanate, invece, viene a seguito di una lunga espe­rienza sull'etica delle relazio­ni internazionali, contrapposta al cosiddetto realismo politi­co. In Democrazia tra le nazioni, tale contrapposizione è svolta esemplarmente ponen­do la democrazia interna degli stati come condizione della pa­ce (per saperne di più, vedi la "recensione di Stefano Recchia, pubblicata nell'ultimo numero della rivista Filosofia e questioni pubbliche).  Anche il libro di Toscano scorre nell'al­veo dell'etica delle relazioni internazionali, ma è scritto, co­sa da sottolineare con forza, da un diplomatico di carriera, deciso a dare un senso più generale e teorico alla politica internazionale.

Nello stesso discorso del Se­gretario Generale delle Nazio­ni Unite, che abbiamo citato all'inizio, si pone il linguaggio dei diritti umani come il modo naturale e opportuno per affrontare la ricaduta giuridica, economica ed etico-politica della globalizzazione.  Bene ha fatto, anche alla luce di questa pre­messa, Francesco Saverio Trincia, titolare della cattedra di etica sociale presso la Facoltà di Filosofia all'Università di Roma La Sapienza, a proporre, nella oramai storica sede di villa Mirafiori, un dibattito sul tema «Il fondamento filosofico dei diritti umani».  Il dibattito, organizzato con la collabora­zione del Cersdu presso l'Uni­versità Luiss-Guido Carli (Cen­tro ricerche e studi sui diritti umani; per informarsi sulle atti­vità del Cersdu clicca alla voce "centri e osservatori" della home-page www.luiss.it), oltre a incoraggiare l'attenzione dei fi­losofi su questi temi, attenzio­ne che è stata già sollecitata anche dai recenti lavori di due grandi filosofi stranieri quali Habermas e Rawls assai popo­lari anche in Italia, intende sfuggire alle angustie di una discussione strettamente giuri­dica sui diritti umani, pur sen­za trascurarla.  Ciò è testimonia­to anche dalla presenza, tra i relatori principali, oltre al ricordato Trincia, di Luigi Ferrajoli che, nell'importante con­tributo dato al problema nel suo I diritti fondamentali (La­terza), è partito dalla teoria ge­nerale del diritto, ma anche di Angelo Bolaffi e Giacomo Marramao.  Questi ultimo, entrambi filosofi politici, nel re­cente Frammento e sistema (Donzelli), libro scritto in for­ma di dialogo - oltre a propor­re al lettore numerose suggestioni culturali contemporanee - fanno, assai opportunatamen­te, risalire il dibattito teorico sulla globalizzazione ad autori fondamentali in materia, quali Max Weber e Carl Schmitt.  Molte le pubblicazioni usci­te in questo periodo sui temi di questo convegno.  Chiudiamo segnalandone due, che sembra­no - per ragioni diverse eccellenti.  Mi riferisco alla raccolta di autori vari, intitolata Lo sguardo dell'altro (curata, per il Mulino, da Paolo Annunziato, Antonio Calabrò e Lucio Caracciolo), libro che pubblica gli atti di un ottimo convegno sulla "governance della globalizzazione", organizzato dai giovani industriali a Santa Margherita questa primavera, e, ul­timo solo in ordine di fissa, Pluralismo, multiculturalismo ed estranei, un libro acuto di un autore importante, qual è di certo Giovanni Sartori, che esce ora in seconda edizione rivista e aggiornata
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vedi anche
Filosofia (e) politica