RASSEGNA STAMPA

30 GENNAIO 2002
GIANNI BAGET BOZZO
Teologi, dov'è l'anima?

L'intelligenza artificiale e le sfide poste a biblisti e uomini di Chiesa

I materialisti si comportano come il Don Ferrante manzoniano

Neppure i recenti progressi nello studio del cervello riescono a spiegare tutto

Uno dei libri di teologia biblica sull'anima che mi hanno più dilettato è quello dell'eminente teorico del linguaggio biblico James Barr, dal titolo The Garden od Eden anche the hope of immortality, in cui l'autore dimostrava che vi era una solida base nella Bibbia ebraica sia per l'esistenza dell'anima che per la sua immortalità, più di quel che non fosse comunemente ammesso.

Ma ancor più interessante fu la lettura del libro di Richard Swinburne The evolution of the Soul, che costituisce una interpretazione filosofica dell'anima umana e dei suoi legami con l'evoluzione: "Quattro milioni di anni di evoluzione produssero l'uomo, in un corpo ed un'anima in continua interazione". Swinburne ragiona filosoficamente e non usa materiale biblico, ma alla fine del suo libro aggiunge una nota in cui egli indica che la posizione da lui elaborata è in accordo con la visione biblica dell'anima: "La teoria dell'evoluzione dell'anima umana che ho indicato in questo libro è, credo, quella della Bibbia".

Queste citazioni mi servono per ricordare che esiste una letteratura, non di scuola tedesca o protestante, che ha un altro approccio al tema dell'uomo come composto di anima e di corpo. La negazione del "composto umano" (anima e corpo) e quindi la visione materialistica dell'uomo come solo corpo, che inevitabilmente ne risulta, non sono un dato culturale che debba governare la teologia biblica come un macigno.

Ma per me il fatto straordinario è che nella Chiesa si torni a parlare dell'anima. Il pensiero della teologia come subalterna a qualsiasi cosa si dica in nome della scienza continua: e così l'anima è stata fatta fuori dalla teologia e dalla liturgia e sostituita dall'"unità" dell'uomo (metafora per dire che l'uomo è solo corpo). L'eliminazione dell'anima è divenuto un idolum scholae di certa teologia; e purtroppo persino della liturgia riformata che ha fatto semplicemente fuori la parola "anima".

Infine, gli ebrei sarebbero stati i soli tra i popoli antichi a non credere nell'anima. Sembra veramente la tesi di Simone Weil, degli ebrei popolo non nominato da Erodoto perché maledetto. E questo nell'area che produsse Gilgamesh, il libro del desiderio della immortalità!

Ma che cosa accade perché si torni a parlare di anima? Quando ho letto in un resoconto del consiglio permanente della Cei che il cardinale Ruini parlava del "composto umano" mi sono molto rallegrato. Il merito è del libro di Andrea Vaccaro: Perché rinunziare all'anima?, in cui da filosofo si pone criticamente verso la riduzione dell'intelligenza umana all'intelligenza artificiale. Il suo itinerario va da Searle a Popper, cioè in direzione favorevole all'anima. Ma quando deve attraversare i testi dei biblisti e dei teologi, l'anima sparisce. Qui si sente il peso del totale crollo della metafisica nell'insegnamento della teologia.

Invece Vaccaro si dimostra vero teologo quando finalmente trova che san Tommaso è il vertice della tradizione e quindi ristabilisce nei suoi diritti il "composto umano". Come è stato possibile cancellare secoli di filosofia e di teologia dell'anima così rapidamente dal pensiero? Vaccaro, spaventato, si domanda: perché rinunciare all'anima? La Chiesa non rinuncia al "composto umano", come ha spiegato il cardinale Ruini: non può accadere all'anima quello che accadde all'eliocentrismo di Tolomeo o al creazionismo delle specie di Linneo. Vi è ben altro rapporto con la Rivelazione.

Ma purtroppo vi è un'altra antica causa di questa sciagura: la nouvelle theologie, contro cui Pio XII aveva messo in guardia i teologi: la perdita della distinzione tra natura e grazia. Ciò ha distrutto l'antropologia naturale e ha sostituito l'anima con la grazia; un nuovo apollinarismo a livello antropologico. Apollinare negava l'anima di Cristo e la sostituiva con il Verbo. Oggi la teologia cattolica è piena di antropologia teologica apollinarista. L'eresia è ancora tra noi?
inizio pagina
vedi anche
Scienze Cognitive