RASSEGNA STAMPA

16 GENNAIO 2002
UMBERTO CURI
Tra Dio e Leopardi, gli esercizi di otto filosofi

Un ciclo di seminari a Venezia all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Promossi dalla sede di Venezia dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici si svolgeranno otto seminari di filosofia, che saranno svolti da alcuni fra i maggiori pensatori italiani viventi. La formula di questi incontri - già collaudata in oltre quindici anni consecutivi di iniziative - prevede la presenza di un relatore lungo l'arco di una settimana, dal lunedì al venerdì, con la possibilità quindi di approfondire in maniera sufficientemente analitica gli argomenti prescelti, stabilendo altresì un base comune di discussione con i partecipanti (solitamente molto numerosi) a queste iniziative. Quest'anno, il ciclo è iniziato due giorni fa, e continua fino a domani con il seminario di Michele Ciliberto su "Potere e dissimulazione nel Rinascimento", e proseguirà poi con Piergiorgio Odifreddi ("C'era una volta un paradosso"), Paolo Flores D'Arcais ("Lineamenti di filosofia del finito"), Gianni Celati ("Leopardi, che senso ha parlare della fine del mondo?"), Vincenzo Vitello ("Il Dio possibile"), Carlo Sini ("Il Soggetto filosofico"), per concludersi poi con Massimo Cacciari ("Aporie della libertà") e Gianni Vattimo ("Filosofia e religione dopo l'ontoteologia"), distribuito in un arco di tempo fra gennaio e giugno. Altro aspetto da sottolineare, è la possibilità di partecipare ai seminari (in programma alle 17 nella sede di Venezia dell'Istituto, Cannaregio 2593) sulla base di una semplice iscrizione gratuita, e senza ulteriori formalità. Particolarmente ampio, come si è visto il ventaglio dei problemi che verranno affrontati, e particolarmente prestigiosi i relatori che si succederanno. Pur essendo impossibile ricondurre ad unità la ricca varietà degli argomenti proposti per la discussione, si può tuttavia cercare di indicare qualche filo conduttore capace di raccordare i diversi interventi. Colpisce, anzitutto, la netta prevalenza della riflessione su problemi religiosi e teologici. Anche se è lecito attendersi una netta divergenza di posizioni, Flores D'Arcais, Vitiello e Vattimo affronteranno il tema del sacro e dell'infinito, ponendo esplicitamente la questione relativa all'ipotesi dell'esistenza di Dio, negata da Flores e affermata, invece, sia pure con motivazioni assai diverse, dagli altri due relatori. Un secondo tema emergente sarà quello collegato ai seminari di Ciliberto e di Cacciari. Attraverso un'analisi storica, riferita soprattutto al nesso fra potere e dissimulazione agli inizi dell'età moderna, nel primo caso, e toccando invece questioni di stretta attualità, riguardanti la libertà e le sue molte contraddizioni, nel secondo caso, sarà la politica il principale punto di applicazione delle discussioni seminariali.

Un'ultima considerazione generale, in margine a un ciclo di seminari che a molti risulterà certamente appetitoso. Da più parti, negli ultimi anni, si erano moltiplicate le profezie funeste, circa il destino della filosofia. Con lo sviluppo esponenziale delle scienze, e le mirabolanti conquiste della tecnologia, la filosofia - si diceva - tenderà inevitabilmente ad estinguersi, come residuato dell'infanzia dell'umanità. Anche (ma non solo) a giudicare da iniziative come quella di Venezia, questa previsione si sta rivelando completamente sbagliata. Al contrario, più ci si inoltra nel millennio del dominio tecnologico, più si scopre l'irrisolta attualità delle grandi questioni, intorno alle quali da sempre lavora l'interrogazione filosofica.
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