![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 28 DICEMBRE 2001 |
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"Posso solo dire che è estranea alla mia Weltanschauung l'idea che la filosofia serva a costruire un mondo migliore. Confesso che ho un timore folle delle Weltanschauungen di questo genere, mentre mi sono più congeniali quelle che modestamente propongono non la massima felicità universale o individuale, bensì piuttosto la minor infelicità possibile". Questo affermava Francesco Barone, nel 1986, nel suo intervento al Convegno organizzato a Saint Vincent da Jader Jacobelli sul tema "Dove va la filosofia italiana?". Essendo la felicità cosa molto diversa da individuo a individuo, "penso - faceva presente Barone - che ognuno possa andare in Paradiso o all'inferno secondo le sue preferenze. Troppo spesso s'è visto che chi spera dalla filosofia un mondo migliore, volendo portare tutti nel suo paradiso, finisce col mandare, se non se stesso, purtroppo tutti gli altri nell'inferno". Del '53 è Il neopositivismo logico : un libro in cui Barone, dopo una analisi delle opere dei neoempiristi, rimproverava a costoro che "una fede incontaminata" nella capacità della scienza di assorbire la totalità dei problemi significanti, avrebbe preluso "all'avvento di un barbarico antiumanesimo". Il libro suscitò molte polemiche; fu attaccato, tra altri, da Geymonat, Filiasi-Carcano, Rossi-Lanzi. In ogni caso, il "Merito indiscutibile" che Barone riconosceva ai neopositivisti era quello di aver seriamente affrontato la grande questione dei rapporti tra scienza e filosofia. Tema questo fondamentale nell'evoluzione della prospettiva "trascendentale" del pensiero di Barone, tesa alle analisi delle idee che condizionano le opere della cultura umana. In questo orizzonte resta fondamentale la sua opera Logica formale e logica trascendentale , come anche l'edizione delle Opere di Copernico. Filosofo teoretico tra i più acuti dell'Italia del dopoguerra, Barone non ha affatto trascurato questioni scottanti di filosofia morale e di filosofia politica, sempre in un atteggiamento di ascolto e di sincera attenzione alle ragioni degli altri. Scriveva in un saggio sulle "Due culture": "L'accettazione della gratuità e varietà delle opzioni apre alla tolleranza, alla comprensione delle ragioni degli altri, a quell'armonia di cose diverse che, nell'accezione tradizionale, è proprio il significato di "cultura"". Francesco Barone era nato a Torino nel '23, si è spento ieri a Viareggio.