![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 26 NOVEMBRE 2001 |
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L'esperimento interrotto prima di dimostrare la reale efficacia.
Polemiche in Usa: non ancora approvata la legge che vieta queste ricerche
Una società privata di biotecnologie del Massachusetts, dopo nove
mesi di prove, annuncia di aver raggiunto il risultato/I ricercatori:
"Ecco l'embrione, servirà solo a curare malattie"
I mercenari
americani della scienza genetica hanno battuto sul tempo parlamentari e
vescovi, professori di bioetica e militanti antiabortisti. Ieri, infatti, una
società privata di biotecnologie che ha sede a Worcester, nel Massachusetts, e
che punta a Wall Street, la Advanced cell technology (Act), ha annunciato di
aver clonato per la prima volta un embrione umano.
"Non
abbiamo intenzione di creare nuovi essere umani, ma solo di ricavare, dagli
embrioni clonati, le cellule staminali che servono per la cura di alcune
malattie", ha precisato il vicepresidente della Act, Robert Lanza, nella
speranza di attenuare gli attacchi da parte del mondo politico e religioso.
L'esperimento del Massachusetts, infatti, rompe un inquietante tabù ed è stato
possibile solo perché il Senato degli Stati Uniti non ha ancora approvato una
legge, già votata il 31 luglio dalla camera, sul divieto della clonazione
umana.
Da tempo gli
scienziati di tutto il mondo stanno esplorando le frontiere della vita. La
tecnica della fertilizzazione in vitro ha già prodotto un "miracolo"
per migliaia di coppie che non potevano avere figli. La pecora Dolly è stata il
primo mammifero clonato in laboratorio. Le cellule staminali, cioè quelle degli
embrioni nei primi giorni di vita, destinate a trasformarsi nei vari organi del
corpo, lasciano intravedere una rivoluzione nella cura di malattie come
l'Alzheimer, il diabete, il Parkinson, il cancro.
Ad agosto di
quest'anno l'italiano Severino Antinori e il suo collega grecoamericano Panos
Michaek Zavos hanno preannunciato all'accademia delle scienze di Washington
l'intenzione di procedere alla clonazione umana. Sono stati trattati da
stregoni. E George W. Bush ne ha approfittato per limitare i finanziamenti
pubblici alla ricerca alle cellule staminali già esistenti, vietando invece
l'uso e qundi la distruzione di nuovi embrioni (la ricerca privata resta invece
libera). Ma la Act, che già era riuscita a clonare alcuni animali in via di
estinzione, si è messa al lavoro, ha operato per nove mesi in silenzio. Si è
servita di una dozzina di donne volontarie della zona di Boston. E il 13
ottobre (ma la notizia è stata data ieri) è riuscita a generare il primo
embrione umano, entrando così nei libri di storia.
La
clonazione del Massachusetts apre nuove prospettive ma anche interrogativi
allarmanti: arriveranno forse tra breve anche bambini prodotti in laboratorio
come topi? Fabbriche di terroristi-kamikaze? Dittatori che cercheranno di
autoriprodursi? Michael West, grande azionista e amministratore delegato della
Act, risponde di no: "Le entità che stiamo creando non sono individui dal
punto di vista scientifico e biologico: sono "vita cellulare", non
vita umana". Per dimostrarlo spiega meglio come è stato condotto
l'esperimento.
A differenza
di un embrione vero e proprio, quello dei laboratori del Massachusetts non è il
risultato della fertilizzazione di un uovo con lo sperma, ma il prodotto di un
uovo (in tutto ne sono stati prelevati 72) e cellule della pelle. Gli
scienziati del Act hanno tolto il Dna dell'uovo sostituendolo con quello preso
dal nucleo della cellula della pelle. Hanno poi aspettato che l'uovo
cominciasse a dividersi e crescere. In molti casi il tentativo è fallito, ma
poi, a ottobre, è stato ottenuto il successo sperato.
"Si
tratta di un nuovo tipo di entità biologica mai visto prima", continua West,
che ha descritto l'esperimento in un articolo sul "Journal of regenerative
medicin", poi divulgato dalla Cnn. Anche se possiede il potenziale per
svilupparsi in un vero essere umano, è limitato. E allo stadio che ci
interessa, cioè quando lo "smontiamo" per ricavarne cellule staminali
a scopo terapeutico, questa palla di cellule non è più grande di un puntino
sulla "i"".
Il
presidente della Act ricorda - per portare acqua al suo mulino - non solo le
grandi speranze che la scienza affida alla ricerca sulla cellule staminali, che
potrebbe da qui a qualche anno aiutarci ad affrontare e risolvere gravi
malattie, ma anche di aver aspettato, per condurre l'esperimento, il benestare
di un comitato per le questioni etiche creato ad hoc dalla sua società.
Difficilmente, però. Le cautele di West e i suoi distinguo riusciranno a calmare una controffensiva delle gerarchie religiose e del parlamento. "Sono molto sconcertato, penso che l'esperimento sia andato nella direzione sbagliata", ha dichiarato ieri Tom Daschle, capogruppo della maggioranza democratica al Senato, lasciando intendere che il Congresso non resterà con le mani in mano. Alcuni stati americani, come la California, hanno già messo al bando la clonazione umana ed è ipotizzabile, sulla scia dell'annuncio di ieri, che molti altri si affrettino a procedere nella stessa direzione.