![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 25 OTTOBRE 2001 |
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Caro
Antonello, ti ringrazio della sollecitazione. Che il discorso sui diritti richiami immediatamente il discorso sui
doveri, è indiscutibile. Diritto e dovere sono due concetti correlativi, come
padre e figlio. Generalmente al diritto di una persona nei riguardi di un´altra,
corrisponde un dovere di questa verso la prima. Al diritto del creditore
corrisponde l´obbligo del debitore. Si può dire anche che il creditore ha un
diritto in quanto il debitore ha un obbligo e viceversa. All´obbligo di non
uccidere corrisponde il diritto di non essere uccisi.
All´obbligo
di servire la patria in armi corrisponde il diritto dello stato di pretendere
questa prestazione dai suoi cittadini. Diritto e dovere sono anche in altri
modi intrecciati: il diritto all´istruzione non può andare disgiunto
dall´obbligo di andare a scuola; il diritto al lavoro non può essere separato
dall´obbligo di lavorare quando il lavoro sia stato assegnato.
Naturalmente
il problema è molto complesso e non bastano certo queste poche parole per chiarirlo.
Se io ho parlato dell´età dei diritti anziché dell´età dei doveri, è perché
sono partito dalla constatazione (una constatazione prima ancora che una
valutazione) che tutti i movimenti di emancipazione umana che caratterizzano
l´età moderna, e che pertanto secondo me dovrebbero caratterizzare oggi più che
mai la politica della sinistra, nascono da questa o quella richiesta di diritti
dell´individuo o dei gruppi contro poteri costituiti. Così il movimento operaio
chiede il diritto di associazione, poi la partecipazione al voto, che si
presenta storicamente come la richiesta del diritto di voto. Il movimento
femminista sorge chiedendo il suffragio universale esteso anche alle donne, e
poi via via il diritto alla parità col coniuge, nelle professioni, nel salario
ecc. Entro gli ospedali nascono le cosiddette carte dei diritti degli ammalati.
Di contro ai poteri sempre più grandi delle imprese produttrici dei beni
nascono le associazioni dei diritti dei consumatori. Di fronte allo strapotere
dei mass media, il diritto alla libertà dell´informazione ecc. Che cosa sono i
movimenti ecologici se non associazioni per affermare il diritto a vivere in un
ambiente non inquinato? E cosa dire del diritto all´aborto, del diritto al
divorzio, del diritto (discutibile, lo ammetto) alla buona morte ecc. ecc.?
L´era post-bellica è nata dalla Dichiarazione universale dei diritti dell´uomo,
del dicembre 1948. E ti par poco? Si capisce che al diritto di vivere in un
ambiente non inquinato corrisponde il dovere delle imprese di evitare
l´inquinamento, degli automobilisti di usare benzine meno inquinanti ecc. Ma il
mettersi dalla parte dei diritti piuttosto che da quella dei doveri significa mettersi
generalmente (non sempre, d´accordo) dalla parte della libertà contro il
potere.
Anche nel caso che tu citi dei poveri del Terzo Mondo, e, si potrebbe aggiungere, nel caso dei nuovi poveri dei paesi dell´Est europeo. Noi riteniamo di avere degli obblighi verso i paesi più poveri in quanto siamo venuti riconoscendo a poco a poco che avevano dei diritti, prima di tutti quello di non morire di fame. Non ho nessuna difficoltà ad ammettere che all´età dei diritti corrisponde simmetricamente l´età dei doveri. Ma di questa, al prossimo libro! Sul secondo tema, quello della "simpatia" dei comunisti italiani per l´Unione Sovietica, posso darti tranquillamente ragione. Ho usato una parola debole di proposito. Non sono mai stato comunista, tu lo sai, ma il ritorno sui temi dei comunisti divoratori di bambini, che permette ancor oggi ai Dc di tener ben ferme in mano le redini del potere, senza bisogno di ricorrere a milizie occulte, lo trovo inverecondo. Il fatto di non essere mai stato comunista non mi ha mai indotto a diventare democristiano. Con molto affetto, ricordando il famoso viaggio in Cina di cui io stesso contribuii a dare un resoconto sostanzialmente positivo.