RASSEGNA STAMPA

15 OTTOBRE 2001
EUGENIO MAZZARELLA
Ritorno a Darwin

Due motivi fondamentali hanno riaperto il «caso» Darwin. Innanzi tutto i successi della Biologia sperimentale, della sua capacità di descrizione scientifica con una teoria essenzialmente «fisica» come quella del DNA, e che tuttavia patisce una contraddizione di principio con l’elemento teleologico (di programma finalizzato), che la distingue costituzionalmente proprio dalla Fisica.
Tipica crisi d’identità, dove il ricorso ai padri fondatori si fa urgente. Non meno importante per il riaccendersi del dibattito su Darwin, è il declino della coscienza comunitaria in opposizione al capitalismo individualista trionfante nella globalizzazione.
L’idoneità «ideologica» di alcuni slogan darwinisti della prim’ora, soprattutto del concetto competitivo «gladiatorio» (Huxley) della Selezione naturale quale miglioramento evoluzione legati ad una lotta per l’esistenza all’interno di ogni specie, in cui sopravvive il più forte e soccombe il più debole.
A entrambe queste due motivazioni del ritorno a Darwin, a «ricontrollare» su Darwin, stesso l’impasse della biologica teorica e a contrastarne l’impiego ideologico, si deve l’importante libro di Paolo de Lalla Millul, Evoluzione 2. Darwin e la selezione sessuale (Salerno Editrice, pagg. 480, L. 48.000 Euro 25). Ma l’intento del libro è ben più ampio, come nota nella sua puntuale presentazione Franco Salvatore, presidente della federazione biologica italiana.
Il ritorno a Darwin si avvale di un’impiego dell’etologia postlorenziana (Eibl-Eibesfeldt) per trarre dalle risultanze sperimentali della biologia un nuovo concetto di evoluzione. De Lalla lo chiama «Evoluzione 2», riservando la nozione di «Evoluzione 1» alla sola Selezione naturale, laddove l’Evoluzione 2 riguarda principalmente l’ipoteca ereditaria della Selezione sessuale.
Quest’ultima, operando in modo esclusivamente intraspecifico, innesca a sua volta una serie di dinamiche tipicamente intraspecifiche, a partire dalle quali sono rintracciabili per de Lalla le vere origini pulsionali e, talvolta, persino istituzionali delle convivenze animali superiori e umane.
È nella relazionalità originaria della riproduzione sessuale, che si esplica nella relazione madre-figlio, che l’evoluzione ha ancorato la vita della specie e la sua organizzazione «comunitaria»: alla riproduzione della specie presiede la «scelta» della femmina, e solo strumentalmente, secondariamente, il «lavoro» competitivo, sulla frontiera «esterna» della selezione naturale extraspecifica, del maschio.
Ciò che viene messo in crisi dall’ipotesi di de Lalla, sulla scorta di Eibl-Eisefeldt, è l’assumibilità come «evolutiva» della sociogenesi di Lorenz come legata all’alleanza tra partners per la competizione extraspecifica sulla frontiera esterna della selezione naturale.
Per de Lalla,dal punto di vista della selezione, se Lorenz ha ragione, il vero e proprio «disagio della civiltà» dell’homo Sapiens sapiens è di vivere un paradosso evolutivo: «una strana inversione-involuzione dell’homo al livello Sapiens sapiens in confronto all’«uomo primitivo» - terminologia con cui Darwin si riferisce a ciò che attualmente intendiamo invece genericamente per il livello Hominidae -... un’involuzione nuovamente da livello 1, a cui va forse ascritto il grande sviluppo della capacità strumentale dell’uomo in rapporto a quella di cui dispongono certi Primati», laddove «alla base di tutti i successivi assai travagliati e multiformi sviluppi della vicenda umana, è riscontrabile la pressione costante dell’Evoluzione 2 - comunitaria e non-tecnologica progressiva, ma evolutiva nel ben diverso senso di superiore affinamento della «materia vivente» - che cerca di riemergere nonostante il persistente blocco involutivo di 1, ovvero la più arcaica dimensione individualista e tecnologica (oggi, fra l’altro di nuovo in grande evidenza)».
Ma così in buona sostanza l’«Evoluzione 2» di de Lalla aspira a porsi - per il tramite dell’etologia umana - come in nuce un’ipotesi di antropologia filosofica.
E come tale meriterebbe di essere discussa.
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