RASSEGNA STAMPA

11 OTTOBRE 2001
ADRIANA BAZZI
Nobel per la chimica, un premio per tre

Vincono due americani e un giapponese. Fra le applicazioni, il Parkinson

Il Nobel per la chimica 2001 è stato assegnato a tre ricercatori, ma la cifra del premio, che ammonta a oltre due miliardi di lire, più o meno un milione di euro, sarà diviso in due: una metà all'americano K. Barry Sharpless (60 anni), l'altra metà a un secondo americano, William S. Knowles (84 anni) e al giapponese Ryoji Notori (63 anni). L'Accademia delle scienze svedese ha voluto così riconoscere le loro ricerche sulle "reazioni catalizzate asimmetricamente". Come al solito la motivazione è per gli addetti ai lavori, ma il contributo di questi studi, cominciati 33 anni fa (ben più lontani nel tempo rispetto a quelli che si sono meritati il Nobel per la fisica, attribuito a tre ricercatori fra i 39 e i 50 anni), trova oggi riscontro nella vita di tutti i giorni: sono serviti, infatti, per migliorare la produzione di molti farmaci che vanno dalla L-dopa (la cui sintesi fu messa a punto da Knowles, pioniere di queste ricerche) per il trattamento del morbo di Parkinson, agli antibiotici (Noyori ne ha semplificato i sistemi di produzione), dai cardiovascolari (Sharpless ha messo a punto il metodo per produrre betabloccanti) agli antinfiammatori. E non solo: la possibilità di accelerare le reazioni chimiche grazie a sostanze chiamate catalizzatori asimmetrici ha anche permesso all'industria di ottimizzare la produzione di dolcificanti, di aromi e di pesticidi.

Dietro la sintesi catalitica asimmetrica sta il concetto che molte molecole, farmaci compresi, esistono in due forme spaziali speculari, chiamate chirali: una cosiddetta levogira (la "L" di L-dopa sta proprio per levo) e l'altra destrogira e la prevalenza dell'una o dell'altra può essere addirittura una questione di vita o di morte.

La tragedia del talidomide, che risale agli anni '60, ne è l'esempio più importante: le molecole del farmaco sono, appunto, di due tipi, una funziona come farmaco antinausea e per questo era stata usata dalle donne in gravidanza, l'altra provoca malformazioni nel feto.

Ma c'è anche un altro esempio che non ha a che fare con i farmaci e con la medicina: è quello del limonene presente negli agrumi. La forma levogira viene percepita dal naso come profumo di limone, quella destrogira come profumo di arancia.
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