RASSEGNA STAMPA

5 OTTOBRE 2001
ANDREA LAVAZZA
"La coscienza non è solamente biologica"

Parlano i bioingegneri Tagliasco e Manzotti: "Occorrerebbe una nuova ontologia"

"Il materialismo e il dualismo di oggi non riescono a giustificare la comparsa del pensiero. La nostra teoria invece unifica un grande numero di eventi"

Riccardo Manzotti, 32 anni, e Vincenzo Tagliasco, 60, fanno ricerca al Laboratorio integrato di robotica avanzata, diretto da Giulio Sandini, del Dist, presso la facoltà di Ingegneria dell'università di Genova. La loro proposta ha l'ambizione di sostituire gran parte delle attuali teorie della coscienza.

Perché è necessaria una nuova ontologia per spiegare la mente cosciente?

"La coscienza è prima di tutto un fatto empirico. Non è il prodotto di qualche teoria, bensì qualcosa di cui ciascun essere umano fa esperienza. Un punto di partenza e non di arrivo. Le ontologie più accreditate - il materialismo fisicalista e il dualismo - sono entrambe incapaci di giustificare la comparsa della coscienza. Il materialismo, di fatto, nega che qualcosa con le proprietà della coscienza possa esistere e per questo motivo non fa altro che cercare di piegare l'esperienza empirica a un modello astratto. D'altra parte, il dualismo è incapace di spiegare la relazione tra la mente e il mondo ed è a sua volta, perciò, insufficiente. A questo punto è inevitabile il sospetto che tali ontologie condividano qualche errore di fondo che debba essere risolto per poter trattare della coscienza".

Non è azzardato dire che da Galileo e Cartesio a oggi si è sbagliato tutto?

"Sarebbe sicuramente eccessivo. La divisione tra entità oggettive e soggettive, elaborata in forme leggermente diverse da Cartesio, Locke e Galileo, ha avuto il merito, grandissimo, di gettare le basi per lo sviluppo della scienza moderna. Unicamente in questo modo è stato possibile individuare leggi quantitative nella realtà fisica. Tuttavia, le vecchie categorie di realtà, intesa come dimensione oggettiva, iniziano a mostrare la loro eccessiva semplicità. La realtà empirica non è solo oggettiva ma anche soggettiva".

Come "nasce" l'uomo, ovvero l'unico soggetto cosciente a noi noto, e che cosa lo caratterizza nella Teoria della Mente Allargata (Tma)?

"Pensiamo a un nostro singolo istante di vita cosciente. Quanti eventi entrano a far parte di esso? Consideriamo quanti immagini, suoni, colori, pensieri possono far parte di un momento di coscienza. Tutti questi eventi entrano a far parte dell'unità dell'esperienza cosciente. Questo processo di unificazione è l'essenza del nostro essere cosciente. Una essenza che unifica un triplice ruolo: noi siamo, noi rappresentiamo e noi siamo in relazione con il mondo esterno. Nessuno di questi tre aspetti potrebbe essere eliminato senza distruggere il nostro concetto di soggetto, di persona. L'essere umano, secondo la Tma, corrisponde a un processo di unificazione che assomma in sé un numero grandissimo di eventi".

Il robot potrà davvero, un domani, dire "io" all'uomo, ovvero diventare cosciente?

"Per quanto se ne sa, non c'è nessuna proprietà specifica delle basi materiali della vita (il Dna, il carbonio, le proteine) che sia necessario per avere una coscienza. Secondo la Tma, la mente è il prodotto dell'integrazione di una serie di eventi (un processo che si origina nell'ambiente esterno) grazie alla presenza di un cervello, e non qualcosa prodotto da quel cervello. Riteniamo che il principio della coscienza non dipenda dalle proprietà materiali dei sistemi biologici. La coscienza è una possibilità potenziale della realtà, i sistemi biologici la mettono in atto. Perché escludere che altri sistemi possano attuarla?".
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