RASSEGNA STAMPA

7 SETTEMBRE 2001
ALBERTO DI MAJO
Arte come scienza

Scettico Garroni

Quanto l'arte può rappresentare la scienza? Raccogliamo lo scetticismo del professor Emilio Garroni, per quarant'anni ordinario di estetica nella facoltà di filosofia dell'Università La Sapienza di Roma.
Professor Garroni, ritiene che ci sia un nesso fra l'arte e la scienza?
"Non ci sono confini netti fra la scienza e l'arte ma una connessione, che però è sempre mediata. Certo, nel Rinascimento l'arte era vicina alla scienza ma perché era osservativa. La figura di Leonardo Da Vinci è emblematica. Oggi non ci sono fra le due discipline rapporti puntuali".
L'arte può ancora seguire gli oggetti della scienza?
"Non si tratta più di rappresentare l'anatomia. La scienza studia oggi l'invisibile e l'arte rischia solo di tradurlo in termini convenzionali e quindi si sminuisce".
Eppure i temi scientifici sono all'ordine del giorno.
"Sì, ma io non mi azzarderei mai a citare una teoria scientifica nei miei studi di filosofia. Negli anni '50 le opere dei filosofi erano piene zeppe della teoria del salto quantico o di quella della relatività. Il punto è che la scienza è specializzata e bisogna essere molto competenti per arrischiarsi sul suo terreno".
Ma l'artista non può, partendo dalla scienza, creare opere significative?
"Certo. Non dico che non possano venire fuori delle belle opere. Ma è necessaria una preparazione scientifica forte per cercare di rappresentare i temi scientifici. Ho la sensazione che gli artisti si ispirino solo in modo superficiale alle proposizioni della scienza. Ma il mio è solo scetticismo".
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