RASSEGNA STAMPA

21 AGOSTO 2001
MARIKA DEFEO
L’azienda chiede scusa sui giornali. E si parla di complotto

La stampa tedesca avanza l’ipotesi di una congiura dei gruppi industriali americani

Dopo giorni di silenzio, la Bayer è scesa in campo: si scusa e si difende dalle accuse rivolte al gruppo negli ultimi giorni per "recuperare il più presto possibile la fiducia perduta". In una pagina pubblicitaria pubblicata dai quotidiani Frankfurter Allgemeine Zeitung e Handelsblatt , il presidente di Bayer Manfred Schneider risponde alle domande più critiche rimaste aperte fin dal ritiro del medicinale anticolesterolo Lipobay dal mercato. Nel frattempo, proprio in un articolo della Frankfurter Allgemeine , si fa strada l’ipotesi di un complotto contro la Bayer da parte della concorrenza americana. Nei giorni scorsi, il sospetto che il Lipobay abbia provocato tanti morti aveva moltiplicato le cause miliardarie, intentate negli Stati Uniti e in Francia contro Bayer per chiedere il risarcimento dei danni ai pazienti (finora hanno fatto uso del farmaco circa 6 milioni di persone al mondo) o ai parenti delle persone decedute. "Siamo sorpresi da questi sviluppi - sostiene Schneider - perché nel corso delle prove cliniche, fino all’introduzione della cerivastatina (la sostanza base del Lipobay) non abbiamo riscontrato effetti collaterali di indebolimento dei muscoli". E ribadisce che le cause legali sono "prive di fondamento", perché "non esistono prove che i decessi possano essere stati causati dai nostri preparati", e pertanto ci "difenderemo in modo veemente".
Schneider ha ammesso però di essere stato a conoscenza "dei rischi insiti nelle statine" (sostanze anticolesterolo, presenti anche nel Lipobay), se somministrate "in combinazione con l’altro preparato anticolesterolo Gemfibrozil". E muove anche una forte accusa ai medici curanti. "Fin dall’introduzione del Lipobay sul mercato abbiamo segnalato il rischio crescente derivante dalla prescrizione del nostro preparato con il Gemfibrozil, "sia nelle controindicazioni allegate alle confezioni del preparato, sia ai medici curanti. E in un secondo tempo abbiamo aggiunto una controindicazione" all’assunzione dei due medicinali, e abbiamo inoltrato apposite "informative ai medici". "Ciononostante - dice sempre Schneider - si è continuato a prescrivere l’utilizzo congiunto dei due farmaci". Poiché "non potevamo escludere", conclude, che i medici avrebbero continuato nella prassi abituale di prescrivere i due farmaci, "abbiamo deciso volontariamente di ritirare il preparato dal mercato". Ne consegue che Bayer non era in grado di avvisare prima singoli gruppi come medici o farmacie. E anche le informazioni sul "nostro rapporto del 15 giugno erano già a conoscenza dell’Istituto di vigilanza fin dalla fine di aprile".
Nel frattempo, dalla prima pagina della Frankfurter Allgemeine Zeitung , è partita l’accusa di un possibile complotto contro Bayer da parte della concorrenza farmaceutica americana.
La casa farmaceutica Pfizer, nota a esempio la Faz , produce in grandi quantità il prodotto anticolesterolo Lipitor, e ora la Pfizer sarà in grado di "appropriarsi di una parte del vuoto di mercato" causato dal ritiro del Lipobay. La vicenda è tanto più strana, in quanto, venerdì notte, sono stati misteriosamente rubati alla Bayer imprecisati quantitativi del nuovo preparato contro l’impotenza Vardenafil, a un passo dall’introduzione sul mercato. Guarda caso, si tratta del farmaco concorrente del Viagra, prodotto dalla Pfizer. E il Viagra è sospettato di aver causato la morte di 983 persone. Ma, si chiede la Faz "come mai non ci sono cause collettive contro il Viagra"? La risposta la danno vari esperti, citati dal quotidiano di Francoforte. Wolfgang Gibowski, della Stiftungsinitiative, la fondazione incaricata di risarcire gli "schiavi" del nazismo con i fondi dell’industria tedesca (fra cui anche Bayer) sostiene a esempio che "sorge l’impressione che Bayer venga "marchiata" in America. E che si vada già in direzione di una guerra economica". D’altra parte, come erede, nel dopoguerra, della famigerata Ig-Farben - il gruppo produttore del gas Zyclon B, usato dai nazisti nello sterminio degli ebrei - la Bayer continuerebbe anche a risentire del suo passato storico e quindi anche delle antipatie americane, che hanno autorizzato il marchio Bayer solo nell’86.
Nel frattempo, aumentano i candidati all’acquisizione del settore farmaceutico di Bayer: alle voci circolate durante il fine settimana a proposito dell’interesse della britannica Glaxo Smith Kline, si aggiungono ora anche i nomi proprio della Pfizer, e della svedese Astra-Zeneca.
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