RASSEGNA STAMPA

29 LUGLIO 2001
ARMANDO MASSARENTI
Frege, i concetti per capire il '900

Gottlob Frege, «Senso, funzio­ne e concetto.  Scritti filosofici 1891-1897», a cura di Carlo Penco ed Eva Piccardi, Laterza, Roma-Bari 2001, L.  35.000

E' il caso di stupirsi se, mentre di Freud si ripubblicano con­tinuamente testi anche mino­ri, del grande logico Gottlob Frege le poche traduzioni delle sue opere non vengono mai ristampate?  Nel­l'introduzione ai suoi Scritti filosofi­ci Carlo Penco scrive che la risposta degli editori a questa sua perplessità è che «Frege non è Freud».  Frege - ricorda però Penco - «scrivendo a Husserl nel 1906, rifletteva sui possibili effetti dell'uso della logica sul nostro modo di pensare: li abbia­mo sotto gli occhi, con l'ampiezza della rivoluzione informatica basata sullo sviluppo di linguaggi formaliz­zati... qualsiasi persona consapevole troverebbe difficile negare che le ap­plicazioni della nuova logica inventata da Frege abbiano rivoluzionato la nostra vita in modo più radicale del­la "scoperta" dell'inconscio».  Che la nostra cultura non rispecchi fedel­mente la realtà però non dovrebbe stupirci più di tanto.  Il valore simboli­co di una scoperta - dubbia - co­me l"'inconscio" sarà sempre di gran lunga maggiore di una rivoluzione - vera - come quella di colui che ha sostenuto che la differenza tra oggetto e predicato è del tutto irrile­vante, sconvolgendo una tradizione logica bimillenaria.

Per questo l'Ideografia, del 1879, è il più importante libro di logica dagli Analitici di Aristotele. Frege, che era un matematico, vi esponeva il proprio programma "logicista", volto a tradurre in linguaggio logico tutte le asserzioni matematiche. Ma egli è stato anche un filosofo grandissimo. Ha influenzato pensatori come Russell, Wittgenstein, Husserl, Carnap, Austin, Quine, Davidson, Kripke, Putnam, Dummett, che lo ritiene centrale per tutto il '900, soprattutto riguardo alla riflessione sul linguaggio e sul significato.  In saggi come Funzione e concetto (1891), Senso e significato, Concetto e oggetto (1892) e Logica (1897) - dove la logica è definita una «discipli­na normativa al pari dell'etica» che si occupa della domanda: «come devo pensare per raggiungere la meta, os­sia la verità?» - è possibile ripercor­rere tutte le idee fondamentali di Fre­ge, espresse con quella chiarezza che già fu lodata da Wittgenstein.  A que­sti vanno aggiunti la lettera a Husserl del '91 e il saggio, mai tradotto finora, L'ideografia del Signor Peano e la mia: un esempio di confronto im­prontato alla più limpida onestà intel­lettuale, pari a quella dell'episodio famoso in cui Frege ammise che il paradosso trovato da Russell apriva una crepa irreparabile nell'edificio concettuale costruito in una vita.
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vedi anche
Logica e semantica